Yes, Miss Ratched!

 

-Oh cara, cara, che cosa ho fatto?

-Avevi detto che tornavi, e ora ti trovo qui?

-Beh, sì, sono stato lontano da te troppo a lungo.

-Tanto a lungo che non so più neanche quanto ti sia rimasto da vivere, non eri tu quello che viveva bene da solo?

-E tutte le mie giornate ora vagano nell’oscurità.

-Quindi? Recrimini? Non ho niente da dirti a riguardo.

-E credo che il mio cuore sia diventato di pietra.

-Stai delirando, sentiti, parli da solo, non ti rendi conto che io sono qui davanti a te? Non ho tempo da perdere.

-Oh cara, cara, che cosa ho fatto? Non dico niente di niente, c’è troppo rumore qui dentro, non trovi? Sono uscito per vedere il cielo ma mi ha respinto pure lui. È vero che sei stata dentro? Ma questo rumore, è assordante, mi entusiasma la notte silente, mi spaventano i giorni caotici. Ho sentito di un bambino che ha smesso di piangere nel silenzio della morte. Che me ne frega però se ora parlo? Tanto Dio rumore non ne sente mai, eccomi qui lasciato solo. Sei lì? No sei ingiusta se parli senza farti vedere. Hai sentito i vicini? Ho sentito cosa dicevano i vicini ieri sera, che quel povero ragazzo ha perso la strada. Ah! Non sanno che ho un bivio di riserva per il momento giusto. E poi tanto te l’ho detto, Dio di rumore non ne vuole sapere niente, perciò lascio che siano gli altri a pregare. Tu però non pregare per me, sai che mi infastidisce, preferisco un pensiero in lontananza. Mandamelo per posta, sai però che qui se mi mandi il contrassegno sono cazzi, non ho soldi per pagarmelo, poi mi devo rivendere le sigarette. Oh, cara, cara che cosa ho fatto? Dove l’ho messa, era qui prima. Ah! Eccola qua, ora riprendiamo il discorso. Mi avvio a parlare con la pistola, quindi? Per questo dovrei essere matto? Chi è matto? Io vedo lui che dondola, quello che salta su di un piede solo. È pieno di matti il mondo, davvero. Ma tranquilli tutti, fra poco il sangue sgorgherà dalle grondaie di questo posto di mentecatti che fanno finta di essere diversi da me. Domattina il sole sarà macchiato, per fortuna non sentirò il suono del giorno che inizia. Ho provato anche a bucarmi per mandarlo via. Oh ma che cazzo ho fatto? Posso fermarmi un attimo? Oppure ho appena iniziato? Sì, forse devo fare un po’ di fiato prima di rallentare. Rischia che poi scoppia tutto. Basta! Portate via quei corpi vivi. Mi fanno ribrezzo, fingono tutti, io almeno apprezzo l’onestà e cerco di elevarmi ad essa. No Signore da te non ci arrivo, anche se, oh Signore, mi stonano. Cosa? Come cosa? Loro! Quei corpi che marciano, saltano, ballano, si rallegrano. Che cazzo avete da ridere? Ne ho abbastanza di prendere vite, voglio solo stare nel silenzio. L’ho già detto? Ah ecco vedi? Sto diventando come loro! Matti in un mondo di disonesti. Però lei non voglio portarmela dietro, sì, è vero, volevo renderci per una volta unici, ma ora penzolo e te sei l’unica che può ancora vedermi. Oh cara, cara, che cosa ho fatto? Sono stato randagio per troppo e tutte le mie giornate ora vagano nell’oscurità. Ma guarda! Laggiù! Hanno lasciato una luce accesa per me? Sì, l’aldilà di quelli di sotto mi ha lasciato la luce accesa. Che cari che sono, sempre così premurosi. Ho letto che se il Diavolo prende quelli cattivi non può essere così cattivo anche lui no? Sennò li porterebbe su. Che ci fa laggiù? Ah, è un portinaio anche lui! Se andassi ora mi appenderebbero da lassù direttamente, Dio stesso mi lancerebbe dal cielo, sarebbe divertentissimo vedermi penzolare non trovi cara?

-Oh caro, caro, che cosa hai fatto?

Snap.

Vittorio Ghinassi
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