Ha vinto la donna

Ho i capelli spettinati. Non mi piace avere i capelli in disordine. Quando sono troppo lunghi, i capelli tendono a spettinarsi. Dovrei tagliarli. Ma Melania mi amerebbe lo stesso se avessi i capelli corti?

Melania è sdraiata sul letto. Se non ha niente da fare preferisce dormire. I miei collaboratori stanno seguendo lo spoglio dei voti alla televisione. Ma Melania detesta l’attesa. Abbiamo preso una camera d’albergo.  – Non ne usciremo fino all’annuncio del risultato finale, – ha detto Melania. Adesso lei sonnecchia stesa sul letto e io cerco di sistemarmi i capelli.

Dio, sono impresentabile. Eppure Melania mi trova attraente. Lei è bellissima, i suoi capelli non si spettinano mai. Ora sonnecchia sdraiata sul letto e io non riesco a staccarle gli occhi di dosso. Melania, tu non sei umana, io lo so. Da quale pianeta vieni per essere così perfetta? Dimmelo, Melania, ti prego.

Ma la mia Melania continua a sonnecchiare e non bada ai miei pensieri.

*

Tempo fa io e Melania stavamo facendo l’amore. Lei mi passava le dita tra i capelli e mi spingeva la testa tra le sue cosce. Mi mancava l’aria e avevo la lingua intorpidita.

– Candidati alla presidenza, – mi disse tirandomi su il capo con un movimento secco del braccio.

– Per quale partito? – le chiesi

– Repubblicano.

– Melania, amore della mia vita,  io non sono sicuro che sia una buona idea…

– Donald, tesoro mio, dimmi: com’è che ti ho insegnato a rispondermi?

– Sì, Melania, farò come desideri.

– Bravo, mio Donald adorato, ora rimettiti al lavoro.

E tornai a incastonarmi tra le sue gambe.

*

Sei sempre stata così testarda, Melania. Forse è proprio questo che amo di te? Sì, perché io amo tutto di te, mia Melania. E dimmi, Melania, riuscirò mai a dirti di no? E poi dimmi, Melania, cosa stai sognando avvolta nelle coperte di questo letto d’albergo? Forse mi pensi, è questo che fai? Io ti penso sempre.

*

C’era Melania dietro a ogni mia mossa.

Mi disse: – Sii aggressivo e spietato. Fai della menzogna e della mistificazione le tue armi più forti. Parla alla pancia del paese e bacia la mia, di pancia, con le tue labbra sottili. Fallo, Donald caro, fallo per me.

E io potevo tirarmi indietro? Potevo in qualche modo resistere al tuo sguardo, non farmi ipnotizzare dal dolce movimento della tua bocca e dei tuoi zigomi mentre mi davi questi consigli? Forse non sai, Melania, che quando mi parli, tu non parli a me, ma alla mia anima, e io non so, non posso e non voglio dirti di no.

Divenni aggressivo e spietato.

*

Ti ricordi, poi, Melania, quando ti confessai di avere paura?

Avevo appena vinto le primarie del Partito Repubblicano, e ti dissi, tremando: – Melania, mia stella polare, io sento che questo gioco non può continuare. Il mondo della politica è subdolo e avvelenato, non fa per me. Melania, permettimi di ritirarmi da questa corsa, torniamo alla nostra vecchia vita.

E tu mi rispondesti: – Donald, piccolo mio, non riesco a vederti tanto turbato. Sei forse un’altra persona, un altro Donald, un Donald diverso rispetto a quello che in una notte di passione mi promise di vincere queste elezioni? Io ero china sul tuo …, ricordi, e tu interrompesti il tuo piacere e mi dicesti che non solo avresti vinto, ma che avresti vinto per me. Davvero, mio Donald preziosissimo, hai dimenticato quel vecchio giuramento?

Melania, che cosa avrei potuto dirti? Forse che le cose erano andate diversamente e che le tue parole non corrispondevano al vero, ma che esse parlavano di una realtà differente, una realtà in cui le tue labbra, almeno ogni tanto, si avvicinano al mio …? Avrei dovuto contraddirti, Melania, era questo che volevi? Non ce l’avrei mai fatta, lo sai. Per questo ti dissi: – No, Melania, non ho dimenticato quel momento. Scusa se per un attimo ho vacillato, lasciandomi sedurre dalle mie insicurezze.

*

Melania continua a sonnecchiare. Mi sdraio accanto a lei e la stringo forte a me. Melania non smette di sonnecchiare: se non ha niente da fare preferisce dormire.

Squilla il telefono. Alzo la cornetta. Ho vinto, Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Torno all’abbraccio.

– Melania adorata, ho vinto.

Lei si sveglia. – E a chi dedica Donald Trump questo successo?

– A te, Melania, e a te soltanto.

Gli occhi di Melania si richiudono.

– Melania?

– Sì?

– Posso tagliarmi i capelli adesso?

– No, mi piacciono così.

Farò sempre come desideri, Melania.

Dario Fabbri

Dario Fabbri

Agisco all'esterno dell'utero materno dal 28 agosto 1994. Mi considero un essere umano, ma prima di tutto una persona. Studio filosofia. Battibit mi permette di avere uno spazio in cui mettere tutte quelle storielline un po' matte che scrivo. Per sdebitarmi, gli devolvo il 5% netto della mia felicità annuale, che corrisponde a una grassa risata della durata di 10 min.
Dario Fabbri

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