Una candela bruciava – Morte (II)

MORTE (II)

– continua da qui –

Chaim sposò Tracey Campbell con un matrimonio civile a Chicago, il giorno stesso. Fecero loro da testimoni altri due tirocinanti dello studio legale Rosen & Co, e Tracey  gli si donò tra le fresche lenzuola di una camera d’albergo. Prima di fare l’amore le aveva passato una canna per farla rilassare. Adesso era leggermente sballata dall’erba e dall’orgasmo, e con un grande sorriso gli stava dicendo: “Chaim, dobbiamo tornare a Los Angeles.”

“Perché?” Aveva chiesto Chaim.

“Per dirlo ai nostri genitori!”

Chaim aprì bocca per replicare e in quello stesso istante si accorse che qualunque replica sarebbe stata inutile. “D’accordo,” disse. “Partiremo domani stesso.”

L’indomani presero il treno. Dormirono per la maggior parte del primo giorno e fecero l’amore per la maggior parte del secondo. Quelle quarantaquattro ore furono le più dolci della loro vita.

Poi, arrivarono a Los Angeles. Si recarono prima dai Campbell. La calda accoglienza che trovarono si spense alla notizia del matrimonio. Jerry Campbell, il padre di Tracey, con la figlia per mano, dichiarò di dover dire ‘due paroline’ al signor Lieberman. Quando bussarono alla porta, Yona aprì e accolse il figlio senza alcuna sorpresa. Sembrava più vecchio di dieci anni.

“Chaim.” Disse Yona. “Hai fatto in fretta. Ti è arrivato il telegramma?”

“Quale telegramma?”

“Signor Lieberman, a proposito di queste noz…” iniziò il signor Campbell. Le sue recriminazioni si spensero immediatamente, quando vide Ailke seduta al tavolo di cucina, che sedeva piangendo e fissando il vuoto.

“È arrivata una lettera dalla Germania. Tua nonna Sieglinde è morta”

 

Quella frase creò una grande confusione. Jerry Campbell tacque, Chaim si fece serio e disse piano: “Ho sposato Tracey a Chicago.”

Suo padre rivolse un’occhiata a Jerry e un’altra a Tracey. Sembrava stanchissimo. “Sarà opportuno parlarne, immagino. Ma Ailke in questo momento è molto sconvolta.”

“Certo, capisco,” balbettò il padre di Tracey. “Soltanto che… lei che ne pensa?”

Yona cercò di raccogliere le idee. Cosa doveva dire a quell’uomo? “Non nego di essere… colto di sorpresa da questa notizia. Ma la sua famiglia ha sofferto per la segregazione razziale. Noi veniamo dalla Germania nazista.” Erano necessarie ulteriori spiegazioni? “Se i ragazzi si amano, che male c’è?”

“Ma non si sono uniti di fronte a Dio! Né possono farlo! Sono di fedi diverse e… c’è la questione della dote…”

Yona era tendenzialmente calmo, ma sentì in quel momento una rabbia senza nome risalirgli la gola. Gettò uno sguardo a sua moglie china sul tavolo di cucina e a Chaim che l’abbracciava. “Signor Campbell, abbiamo appena perso una persona cara. Ne discuteremo tra qualche settimana. Io, mia moglie e mio figlio dobbiamo partire per la Germania.”

“Tracey verrà con noi,” disse Chaim ad alta voce.

Jerry e Yona si girarono nel medesimo istante.

“Voglio che conosca la mia famiglia. È mia moglie.”

Quelle parole furono una specie di doccia gelata sui due novelli consuoceri. Yona cercò di suonare calmo. “Vedremo se si potrà fare e che cosa ne pensa il signor Campbell. Ora va’ da tua madre, per cortesia.”

Jerry Campbell osservò Chaim recarsi dalla madre curvata per il dolore, abbracciarla e sussurrarle all’orecchio: “Mamma? Ho sposato Tracey Campbell.”

Ailke alzò gli occhi gonfi e stravolti su Tracey, muta fino a quel momento. “Sì? È una brava e bella figliola,” disse, in un inglese stentato e con un accenno di sorriso.

Quel sorriso convinse Jerry come nessuna delle parole di Yona avrebbe mai potuto fare. “Grazie,” mormorò. “Condoglianze per sua madre, signora Lieberman.”

Ailke annuì appena.

Jerry continuò, ancora ipnotizzato dal suo dolore.  “Parlerò con Ajita per il viaggio in Germania,” disse.

Yona lo fissò sbalordito. Chaim disse: “Grazie, signor Campbell.”

Quattro giorni dopo, partirono.

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Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
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Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

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