Una candela bruciava – Incontro (I)

INCONTRO (I)

– continua da qui –

oppure:

– inizia a leggere dal primo capitolo –

L’indomani uscì con sua madre. Si recarono in una pasticceria di lusso. Ailke era incantata dagli stucchi dorati, dalle paste scintillanti dietro la vetrina. Ad un tavolo li attendeva un uomo biondo sulla quarantina, assieme ad un ragazzo giovanissimo, dai ricci scuri e dagli occhi incredibilmente azzurri. Il ragazzo si alzò quando vide Ailke e Sieglinde, e fece loro cenno.

Si avvicinarono e fu lui a stringere loro le mani per primo.

“Mi scuserete se non mi alzo,” disse l’uomo biondo, e Ailke si accorse che era sulla sedia a rotelle. “Io sono Shmuel. Lui è Yona, mi aiuta.”

Yona sorrise apertamente ad Ailke.

“Io sono Sieglinde e lei è Ailke,” disse Sieglinde brusca.

“Benvenute, benvenute, sedete.” L’uomo fissava Ailke sorridendo, con gli occhi lustri.

Ailke provò un moto di disgusto. Perché sua madre aveva messo in piedi questa recita? Se le presentava il suo amante, non c’era bisogno che fingesse di non conoscerlo. O era questi qualcuno che avesse un lavoro per Ailke? O forse era un pretendente – Ailke rabbrividì –; o forse era Yona a cercare moglie, e l’uomo faceva da garante – era forse suo padre, o il suo tutore? Quest’ultima idea non le dispiacque. Yona aveva occhi stupendi, e un viso meraviglioso.

“Cosa volete ordinare?” domandò Shmuel.

Ailke ordinò delle paste alle mandorle. Shmuel sorrise e prese lo stesso. “Sono anche i miei dolci preferiti.” Disse.

Yona prese un panino e Sieglinde ordinò un caffè, che poi rovesciò per sbaglio sul tavolo. Ailke era costernata. Non aveva mai visto sua madre così tesa, e non ne capiva la ragione. Ma era distratta da questi interrogativi dalle occhiate bramose e incantate che Yona continuava a lanciarle, e dalle domande incessanti dell’uomo di nome Shmuel.

“Cosa studi, Ailke?”

Ailke era distratta in un complesso gioco di sguardi con Yona, così fu sua madre a rispondere, secca. “Economia domestica.”

“Oh,” disse l’uomo. Sembrava deluso.

La conversazione proseguì. Domande sul futuro di Ailke, sulla sua infanzia, sulle sue relazioni. Era Sieglinde a rispondere. Quando sua madre disse che Ailke non era fidanzata, il viso di Yona si illuminò.

Infine, si fecero le sei. Sieglinde disse che dovevano andare. L’uomo le chiese di parlarle un momento in privato. Yona e Ailke furono spediti fuori.

Ailke seppe solo dopo che quell’uomo biondo era suo padre, che lei era ebrea, e che in quei pochi minuti aveva implorato Sieglinde di dire la verità ad Ailke, o perlomeno, anche tacendo, di lasciargli rivedere la figlia, che aveva offerto a Sieglinde di pagare ad Ailke gli studi liceali e universitari, che voleva darle un futuro, che le aveva parlato di Shanna e dell’amore che avevano avuto, che le aveva detto che quella bambina sconosciuta era tutto ciò che gli era rimasto al mondo.

Mentre avveniva quella conversazione, stava baciando Yona fuori dalla porta del locale, le mani calde di lui strette ai suoi fianchi, l’odore che le penetrava le narici, e anche se fosse venuta a sapere tutto questo, in quel preciso istante non gliene sarebbe importato niente.

 – continua qui –

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
Annick Emdin

Latest posts by Annick Emdin (see all)

Lascia un commento!

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

2 pensieri riguardo “Una candela bruciava – Incontro (I)

Ti è piaciuto? Lascia un commento!

error: Content is protected !!