Una Candela Bruciava – Concepimento (II)

CONCEPIMENTO (II)

– continua da qui –

– oppure inizia a leggere dal primo capitolo –

Sieglinde in ogni caso non le confessò niente di tutto ciò. L’avrebbe confessato urlando, di fronte al marito, sei anni dopo.

Quella sera, si limitò a dire ad Ailke che quell’uomo era un vecchio amico, che aveva piacere di rivederla e che le voleva bene. Le disse di comportarsi bene con lui, che l’aveva in simpatia e forse le avrebbe pagato gli studi.

A suo padre, il personaggio di Shmuel fu presentato come un lontano zio di Sieglinde, affezionatosi alla bambina come alla figlia femmina mai avuta, che, colpito dalla sua intelligenza, si era offerto di pagarle gli studi. In ogni caso, Klaus non conobbe Shmuel personalmente, e non seppe neppure il suo nome. Fiducioso in Sieglinde, accolse il denaro di Shmuel come una benedizione per la sua adorata Ailke e, da bravo ex-cittadino del Reich, non si fece poi troppe domande.

Wilhelm era geloso. Non si spiegava come e perché il misterioso zio non avesse alcun interesse nei suoi confronti. Sieglinde ingiunse ad Ailke di non parlare a suo padre del fatto evidente che Shmuel era ebreo.

Ailke era piena di domande, ma obbedì. Non per dovere rispetto alla madre, quanto perché rivedere Shmuel significava rivedere Yona, e se ne avesse parlato a suo padre, egli avrebbe proibito quegli incontri: Yona non aveva finanze proprie, eccetto il sostentamento che gli dava Shmuel per l’aiuto che gli offriva, non aveva una famiglia, non aveva documenti, né titoli di studio, e soprattutto era ebreo.

Suo padre non avrebbe mai accettato un ebreo, il solo pensiero l’avrebbe disgustato, ed Ailke capiva questo. Sarebbe stato lo stesso per lei, prima di conoscere Yona; ma quegli occhi, di un celeste brutale e vivo, l’odore che lui aveva, avevano fatto crollare la sua impalcatura ideologica razzista come un fiume in piena farebbe crollare un castello di carte.

Quando era con Yona, Ailke dimenticava ogni cosa: suo padre, lo strano interesse del signor Shmuel, il comportamento assurdo di sua madre. Non le importava di nient’altro che di fare l’amore con lui.

Passarono gli anni.

Poi, ci fu una bugia con sua madre, una notte con Yona in una stanza spoglia, arredata solo di luna e sudore e biancheria intima tolta di furia, in un condominio di Pankow, ed accadde che Ailke restò incinta.

– continua qui –

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
Annick Emdin

Latest posts by Annick Emdin (see all)

Lascia un commento!

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

2 pensieri riguardo “Una Candela Bruciava – Concepimento (II)

Ti è piaciuto? Lascia un commento!

error: Content is protected !!