Se avessero saputo

 

Se l’avessero immaginato

Tutti coloro che a vent’anni col cuore pieno

Se l’avessero saputo

Tutte coloro che rinunciando a ogni cosa

Se avessero potuto figurarsi

Tutti coloro che hanno creduto

Che divisi tra l’istinto vitale e la giustizia

Hanno scelto la giustizia e sono andati al macello

Se avessero saputo in anticipo

Quanto è breve la memoria del mondo

Tutti coloro che hanno lottato

Se avessero saputo

Quanto in fretta avremmo dimenticato

Ogni innocente torturato allo spasimo,

morto in una cella fredda e buia,

legato per i polsi per giorni,

umiliato fisicamente psicologicamente

sì a volte anche sessualmente

solo per un’idea

quanto in fretta avremmo dimenticato

che un giorno luoghi pieni di sbarre e sangue

e filo spinato

hanno risuonato delle sue urla di dolore

se avesse saputo che nessuno ricorda

di quanto abbia resistito prima di morire

prima d’essere buttato in fosse ricoperte

a calce viva,

prima di annegare nel profondo mare,

prima di tornare polvere,

se avesse saputo

per chi andava a morire,

allora io vi dico

io che scrivo non saprei neanche scrivere

tu che leggi non sapresti neanche leggere.

 

 

*Illustrazione di Ilya Shebunov

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
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Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

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