Salmo 251214

 

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*Fotografia di Francesca Pucci

 

Distoglierò lo sguardo quando tornerai
ancora una volta, fragile e spavaldo,
a tremare sul mio seno.”

Soltanto un sottile sospiro d’orgoglio
taglia quest’aria indolente.
Ed io, distesa sul letto, nascondo ogni cosa,
senza celare niente.

Mi piego, mi accordo ad ogni movimento
con l’intensità della mistica,
con l’incoscienza del rapimento.

La piega, vaga, del mio sorriso è
l’occhio dorato dell’icona, imperturbabile
divino e devota fedeltà.

Adoremus. Adorata sum.

Allora resto, mi trascino immobile.
Sfogliata da te, che diligentemente
hai passato la punta della lingua sui polpastrelli.
Aperta,
divisa dal tuo indice che ha tracciato
la linea.

Domani allontanerò” lo tengo a mente
le tue mani giunte.”
Blandiscono e feriscono,
accarezzano e accartocciano brutali,
con l’arroganza del penitente e
la pretesa dell’indulgenza.

«Conosco il verbo della tua anima»
mi ripeti dentro. Ma è una salmodia vuota,
persa nell’eco della tua bocca sigillata.

Adoremus. Adorata sum.

Preghi il brivido di sillabare, per una
nuova prima volta, sul filo delle labbra,
ogni centimetro di pelle,
ogni lettera impressa nelle sue curve sinuose.

Ma dopo dieci, mille anni tra queste
candide pagine di cotone,
ogni nome ha cambiato forma,
ogni aggettivo si è negato a se stesso.
Sono ormai una storia diversa,
una parabola col respiro corto, dal finale incerto.

Strappata dal mio passato, sono vertigine sul futuro.

Elisa Orsi

Elisa Orsi

Nata agli sgoccioli del mese di ottobre, preferisce ricordare il giorno del suo genetliaco per l'uscita di Never Mind The Bollocks, tralasciando spiacevoli marce su latine capitali. Amante degli accostamenti audaci è un pendolo irrequieto che oscilla secondo traiettorie improbabili, intersezioni inaspettate tra la poesia medievale e la cultura underground, tra storie dell'arte canonica e storie di vite qualunque. Non abbassa (quasi) mai la guardia: nel tempo diurno si occupa di letteratura italiana, di ascolto compulsivo di musica gravitante attorno all'universo punk rock, di epigrafi frenetiche su taccuini rossi; ha lavorato in radio, ha scritto per settimanali culturali, web zine e si è occupata dell'organizzazione di eventi letterari e musicali. Nel tempo notturno la potrete trovare nei peggiori bar a discutere di un disco o di un libro che l'ha fatta restare sveglia, anche stanotte.
Elisa Orsi

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Nata agli sgoccioli del mese di ottobre, preferisce ricordare il giorno del suo genetliaco per l'uscita di Never Mind The Bollocks, tralasciando spiacevoli marce su latine capitali. Amante degli accostamenti audaci è un pendolo irrequieto che oscilla secondo traiettorie improbabili, intersezioni inaspettate tra la poesia medievale e la cultura underground, tra storie dell'arte canonica e storie di vite qualunque. Non abbassa (quasi) mai la guardia: nel tempo diurno si occupa di letteratura italiana, di ascolto compulsivo di musica gravitante attorno all'universo punk rock, di epigrafi frenetiche su taccuini rossi; ha lavorato in radio, ha scritto per settimanali culturali, web zine e si è occupata dell'organizzazione di eventi letterari e musicali. Nel tempo notturno la potrete trovare nei peggiori bar a discutere di un disco o di un libro che l'ha fatta restare sveglia, anche stanotte.

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