Le Ong importano immigrati in Italia?

Se fino a poco tempo erano i 35 € al giorno a indignare gli italiani contrari all’accoglienza, adesso imperversa un nuovo livello di accusa deciso a demolire la credibilità del sistema di soccorso dei profughi e richiedenti asilo.

Esiste un business delle Organizzazioni non governative che traggono profitto all’aumentare dei migranti che ospitiamo?

Il Giornale, quotidiano di prorietà della famiglia Berlusconi, rilancia le accuse del procuratore generale di Catania Carmelo Zuccaro al sistema “Frontex” in un articolo del 22 marzo 2017. Le imbarcazioni utilizzate dall’Unione Europea per scortare nei porti i barconi alla deriva costerebbero 11.000 € al giorno. Zuccaro denuncia che le imbarcazioni batterebbero bandiera di paesi offshore suggerendo che i fondi utilizzati per l’acquisto e il sostentamento dei mezzi siano poco puliti.

© Mathieu Willcocks

La strategia del discredito verso le Ong è un pallino della Lega Nord. L’On. Paolo Grimoldi va sostenendo da mesi che le Ong stanno andando addirittura a prendere i migranti in Libia con loro imbarcazioni, sostituendosi agli scafisti, per sfruttare a pieno “i 4 miliardi” stanziati dal governo per l’accoglienza.

“Le ong sono associazioni a delinquere con l’unico scopo di arricchirsi sulle spalle dei migranti” dichiara Grimoldi sempre al Giornale facendosi  falso paladino degli esseri umani che in realtà detesta.

“Le Ong sono i taxi degli scafisti”. La “predisposizione dei volontari in alto mare a non affondare i barconi” ci spiega il portale tempo.it fa sì che gli scafisti spediscano i barconi verso di loro e non verso le aree presidiate dalla guardia di finanza o da altre autorità coordinate dal programma europeo Frontex.

Sottolineamo che né le organizzazioni umanitarie né Frontex, per quanto discutibile, affondano deliberatamente barche di profughi. Il che sarebbe un crimine contro l’umanità (auspicato in realtà proprio dai Salvini quando dice che si dovrebbero bombardare i barconi).

Un ragionamento già traballante così com’è esposto e che si rivela pura farneticazione quando scatta la teoria del complotto che indiviuda nel miliardario George Soros, filantropo, il regista occulto di questa strategia di accoglienza-taxi.
Soros, in realtà non coinvolto direttamente e non certamente bisognoso di aumentare il suo patrimonio con quattro spicci ricavati dalle sovvenzioni statali per l’accoglienza, sarebbe anche accusato di non distinguere tra profughi e migranti.

In altre parole i volontari in alto mare dovrebbero chiedere agli occupanti delle barche alla deriva prima di soccorrerli: “Scusi, lei è un profugo o un migrante? No perché se migra per rubarci il lavoro può anche affogare qui eh”.

Lasciando perdere il fatto che quelle imbarcazioni vanno alla deriva per la natura in sé del mezzo – che ci dice molto sulla disperazione degli esseri umani che le utlizzano – e non per una strategia di “scafisti” che giocano a curling con le barche dei migranti mandandoli verso i volontari “buonisti” e non verso i militari.

Siamo arrivati alla pura psicosi. Mentre i 35 euro al giorno facevano leva sulla credulità popolare, qui siamo ad un tentativo complottista che pretende pure di farsi inchiesta coraggiosa e che vuole minare alla base il sistema internazionale dell’accoglienza.

Ma di chi sarebbe la colpa di tutto ciò?

Della Boldrini ovviamente. Di Medici senza Frontiere, accusata di disporre di una nave – la Prudence – in grado di soccorrere oltre 400 migranti a viaggio. Troppi.

Se i 35 euro venivano spacciati per soldi nostri finiti a finanziare l’iPhone di Belo Figo, qui siamo all’accusa di utilizzare mezzi privati per soccorrere migranti. Gli stessi che da anni ripetono: se li vuoi aiutare prendine uno a casa tua.

Ma secondo Salvini e la sua banda, amplificati da il Giornale, Libero e la rete di notizie bufala sul web sarebbero centinaia di migliaia gli immigrati salvati in alto mare che alimentano “l’invasione” a fronte di solo il 5% di “veri rifugiati”.

La realtà dei fatti è ben diversa. Davanti ad un numero spaventoso di persone in fuga, oltre 100.000 nel solo 2016, l’organo del ministero degli interni Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) ha attualmente a disposizione solo 25.000 posti ripartiti su tutto il territorio nazionale secondo questo schema:

Questi sono i dati reali sulla capacità di accoglienza dei migranti in Italia.

Chi è destinato a questi percorsi?
Chi rientra in una delle quattro forme di protezione previste: protezione internazionale, protezione sussidiaria, protezione umanitaria, rifugiato ai sensi dell’art.1A della convenzione di Ginevra sui diritti umani.

Nel 2016 sono state accolte 40.000 richieste di asilo, il 40%. Un numero largamente superiore alla nostra attuale capacità di accoglienza e che destina molte persone a essere dislocate in altri paesi europei.

Il 60% delle domande è invece respinta: che fine fanno quindi i migranti che non accedono a questi percorsi?

Secondo il decreto Minniti – Orlando che entrerà in vigore quest’anno i migranti a cui non sarà accordata la protezione verranno internati nei nuovi Centri di identificazione ed esplusione (uno in ogni Regione) e rimpatriati. Per la gioia di Salvini.

Ricordiamo che i CIE furono chiusi nel 2013 in seguito a ripetute denunce di violazione dei diritti umani mosse dall’Alto commissariato dell’Onu all’Italia.

Si potrà sempre obiettare a questo ragionamento dicendo: sì ma anche questi 25.000 accolti sono un costo per lo stato, cioè per tutti noi.

In realtà a finanziare questi costi per aiutare i profughi è la tanto detestata Unione Europea attraverso Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (2014-2020) che sostiene il CEAS (sistema comune europeo di asilo).

Perfino i rimpatri sono finanziati dall’Unione attraverso il Fondo Europeo per i Rimpatri (RF).

L’UE contribusice al 50% delle spese italiane sui 600 milioni di euro, non una cifra gigantesca per uno stato come l’Italia da 1,8 trilioni di dollari in PIL.

In questi stanziamenti sono previsti i finanziamenti per le ONG e gli enti locali (Comuni) che intendono presentare un progetto di accoglienza per quel 40% di migranti che ha ottenuto una forma di protezione ed è rimasto.

I progetti (consultabili qui) devono essere vagliati e rispettare rigidi parametri nonché sono sottoposti ad una graduatoria per l’assegnazione dei fondi.

E’ tutto perfetto, trasparente e funzionante? Nessuno dice che non possano esserci abusi o inadempienze ma da qui a dire che esiste un business legato all’importazione forzata di immigrati, alimentata dalla ONG fa semplicemente una forzatura.

Una forzatura che nasconde il vero argomento: il razzismo e la disumanizzazione di esseri umani.

Ah, per la cronaca lo stato non dà 35 euro al giorno ma 3, finanziati per altro dalla Comunità Europea.

 

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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
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Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.

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