Not in my Backyard – Le due sponde dell’Atlantico nel nostro cortile di casa.

San Zeno
Foto di Daniele Milano

 

Qualcosa dopo l’uragano Katrina ha disperso nell’aria le pulsioni ritmiche di New Orleans.
Le correnti ascensionali, sorvolando Memphis, hanno disperso questa tempesta di note, standard, scale e costumi appariscenti, attraverso i cortili della tradizione americana, fino a New York.
E si sa che la Grande Mela, così come New Orleans ha quantomeno due relazioni con l’Europa: la stessa latitudine sebbene climi meteroologici e culturali differenti ed un certo legame con le radici europee, sopratutto francesi, essendo terminale dell’emigrazione che rese grande e multiculturale l’America.

Ma badando ai nostri cortili di casa, bisogna dire che una buona quota di quella dispersione musicale e culturale è finita a scorrere nel sangue dei Not in my Backyard, formazione dal coefficiente di diversità estremamente elevato, considerando la scuola pisana.

Nati per caso – anche se niente accade del tutto per caso – attorno a quella fucina che è la Scuola Buonamici, i Nimby sono quattro musicisti nostrani che percorrono una strada “altra” rispetto a quello che siamo abituati a sentire e veder fare dalle nostre parti.

A vederli suonare dal vivo si potrebbe dire che il loro è un lungo processo di digestione di gruppo delle sonorità più disparate: swing, jazz manouche, country e altro. Sponda atlantica americana sì, ma anche sponda atlantica francese, gitana. Non ci piace sciovinare nomi per fare gli eruditi, potendo dire cose da Etta James a Johnny Cash, anche perchè i Nimby, a partire dal nome, sono intelligentemente eruditi da proporre una selezione di brani non originali, senza far pesare l’impronta della loro scelta musicale, matura e dal tasso tecnico e concettuale non certo scontato.

Se ne stanno lì in quattro, con quel modo molto poco pisano di proporsi. Sono acustici, amplificati, non di certo elettrici. Lontani dalla spocchia che caratterizza l’ambiente jazzistico e affine. Due chitarre, un contrabbasso e una voce che non di rado afferra un ukulele o qualcos’altro a portata di mano. E tra le chitarre si annida l’altra voce, maschile, più votata all’entroterra americano country.

Le loro sono rivisitazioni, non cover, hanno già in precedenza tenuto a precisare. E questo ci rimanda al processo di digestione di gruppo già accennato in precedenza. In giro da un paio d’anni, per scherzo o per volontà, sicuramente per amore di ciò che fanno, i Nimby sono usciti da una scuola di musica per portare la musica per i piccoli ritrovi della città.

Si aggirano con il loro repertorio non out-loud, già apprezzati a contest come il Senza Filo del Cantiere SanBernardo a cui si fermarono alle semifinali, come un invito educato e spontaneo all’ascolto. Una lezione, che se fosse condivisa (ma non lo sarà, nel clima di prevalente divismo locale) gioverebbe alla gran parte dei gruppi nostrani.

I Not In my Backyard sono:Nimby

Giulia Fidanza: voce, kazoo, ukulele & percussioni.

Alessandro Tommasi: chitarra e voce.

Andrea Caracciolo: chitarra e mandolino.

Daniele Pioli: contrabbasso.

Potrete ascoltarli dal vivo prossimamente al Teatro Rossi Aperto, Pisa.

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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
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