L’altro, invece

4682178396_a986b7a1c8_z

Sulla foto erano cadute due gocce di brandy e un po’ di lacrime, che dolcezza. Molto tempo prima.
Sul letto mutande e una camicia.
Sulla lampada due granelli di briciole di biscotti mossi nel rituale, nei morsi, nei baci, nelle grida. Il gioco delle parti, le dramatis personae del divertimento violento per cui forse il sangue sarebbe stato il prezzo, la pedina, il dado da lanciare per vedere a chi tocca.
Sul televisore un pelo di cane, che si era messo ad abbaiare, prima di capire che al posto della lotta avevano deciso per le capriole. Il gioco prevedeva un po’ di musica, ma il volume era troppo basso.
Sulla radio quattro o cinque note di rap noioso e sdolcinato. Le rime finte si erano scontrate con la polvere e il suono sembrava filtrato da un reticolo di ferro.
Sulle ciabatte a forma di maialino una maglia nera molto grande, sudata, con una piccola scritta vicino al collo “made in”, chissà dove. Le ciabatte-maialino non si erano neanche scomposte, ma certamente il nero e il rosa non stanno molto bene insieme e il cane si era messo a divorare la t-shirt, fino a renderla un unico brandello inutile.
Sul pavimento integratori di potassio insieme a un preservativo usato e un libro di Kafka; forse per la caduta sarebbero cadute delle parole, sul fatto che io, non essendo nel grande giuoco degli scacchi, e il cane le avrebbe inseguite per tutta la casa.
Le risate, il solletico.

Eppure.

Chissà dove sei, amore dal Brasile, e chi ti sta guardando la bella schiena forte e dritta. Ti ricordi quando cucinavamo feijoada alle tre di notte, e tua mamma il giorno dopo non si accorgeva di niente? E la musica, tanta musica. Mica questo rap che adesso è diventato pop commerciale. A te la musica commerciale faceva schifo. A me tutto sommato piaceva, ma alla fine davo smpre ragione a te, chi potrebbe non farlo?

Non voglio te, avrebbe voluto gridare lei a quello lì mentre i corpi si univano, giocavano. Stiamo solo giocando, pensava lei. L’altro, invece.
L’altro, invece.
Non avrebbe mai indossato una maglietta nera sporca, avrebbe ascoltato jazz sudamericano e ballato guardandomi fissa negli occhi.
Giochiamo.
Domani all’europeo dirò la verità.

Noemi Forti

Noemi Forti

Laureata in Discipline dello spettacolo con tesi di drammaturgia, Noemi Forti studia cinema alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Con la testa divisa tra teatro e cinema, scrive racconti, sceneggiature e da grande vorrebbe tanto fare la regista cinematografica. Nel frattempo, coltiva segretamente l'ambizione di dar vita a un fumetto anche se la sua capacità nel disegno non è migliorata dalla terza elementare. Frequenta corsi di teatro e danza. Ha vinto il concorso per nuove leve di Battibit con il racconto Rifiorisci. Il suo primo cortometraggio, Son, è disponibile su Battibit.
Noemi Forti

Latest posts by Noemi Forti (see all)

Lascia un commento!

Noemi Forti

Noemi Forti

Laureata in Discipline dello spettacolo con tesi di drammaturgia, Noemi Forti studia cinema alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Con la testa divisa tra teatro e cinema, scrive racconti, sceneggiature e da grande vorrebbe tanto fare la regista cinematografica. Nel frattempo, coltiva segretamente l'ambizione di dar vita a un fumetto anche se la sua capacità nel disegno non è migliorata dalla terza elementare. Frequenta corsi di teatro e danza. Ha vinto il concorso per nuove leve di Battibit con il racconto Rifiorisci. Il suo primo cortometraggio, Son, è disponibile su Battibit.

Ti è piaciuto? Lascia un commento!

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: