La vertigine e il controllo

 

Ci curiamo per malattie che non abbiamo

compriamo cose che non ci servono

ci invaghiamo di persone che non sanno amare

odiamo e temiamo chi non conosciamo

fumiamo e beviamo e mangiamo

in continuazione.

Ci masturbiamo sui film porno

e sogniamo l’amore.

 

Non c’è altro che oscurità, un limbo di puntini luminosi,

un orgasmo cosmico e fatuo.

 

Io, te, l’io, l’altro. Categorie.

Sono facili, comode, quadrate,

si impilano bene

nelle nostre menti,

nelle scaffalature del linguaggio,

nelle grate, dietro le sbarre.

Come farfalle

su uno spillo.

 

Perché il pensiero nostro mai si libri nell’aria

perché mai voli verso altri lidi, lontani,

perché sempre sia fisso sul tetto,

sui cinque euro in più o in meno,

su testi scritti da altri, in epoche meno vane.

 

Ti sei messa in croce su problemi non semplici

problemi non tuoi

eppure tutto è relativo.

 

I tuoi problemi sono i miei

oppure

ognuno per sé

e si salvi chi può?

 

In ginocchio tra i sensi,

l’Assoluto. Ti bacia alla bocca e ti prende

e ti sconvolge.

La meraviglia per quanto nato, cresciuto,

germogliato, una pianta, un bambino,

una bestiolina,

un sentimento, un’idea.

 

Sola al largo nell’acqua avverti

la forza della natura, della marea

e la vertigine sul burrone

e l’amore, che ti sia di lezione,

spezzare tutto in frammenti,

ricominciare,

in eterno,

primavera estate

autunno inverno.

 

Dimenticarsi chi sei chi sei stata

sarà propedeutico,

eccellente.

 

Non ricorderai niente,

la crudeltà le ingiustizie le paure

di bambina.

 

Sarai una donna con una morale,

altruista, buona

e non temerai

né ghiaccio né fuoco,

né lama né parola.

 

Saprai parare ogni colpo

con la maestria d’un’esperta,

sarai sempre pazza, ma diversa,

imporrai le mani sul mondo soggettivo:

è tuo, è tuo,

è mio, è mio.

 

Il tuo bisogno di dominio.

Lo sfogherai

come un orgasmo.

Dopotutto,

chi può dirci come leggere la vita?

 

Questa

è la mia personale interpretazione.

uso la mia idea di ragione,

un intreccio linguistico,

 

una logica ferrea

dietro un velo mistico.

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
Annick Emdin

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Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

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