La Corea del Nord è davvero una minaccia credibile?

A leggere i quotidiani sembra che quell’individuo che risponde al nome di Kim Jong Un stia per scatenare la prossima guerra mondiale.

Ad onor del vero questa possibilità è abbastanza remota. Come al solito la realtà è leggermente più complessa e se a noi il leader comunista appare come un brutale criminale capace di ogni bassezza ad uno sguardo più accurato scopriamo che neanche i nostri media sono esenti da cialtronerie.

Il documentario del 2015 del regista Alvaro Longoria “The Propaganda Game” affronta la questione di come le notizie occidentali vengano filtrate all’interno del regime comunista e allo stesso tempo di come le notizie sulla Corea del Nord vengano distorte sistematicamente in Occidente.

Restituendo di fatto l’idea che la Corea del Nord non è né il paradiso di una società egualitaria né la feroce dittatura che traspare all’estero e che gran parte delle cose che sappiamo sul paese sono largamente amplificate dalla Corea del Sud e dagli USA.

La questione non è di poco conto: dallo zio sbranato dai cani che oggi comodamente siede al suo posto, dal taglio di capelli obbligatorio per tutti, alla moglie giustiziata per aver girato dei porno e attualmente ricomparsa in pubblico. Agli esuli nord coreani che raccontano di campi di sterminio salvo poi rivelarsi degli attori sud coreani.

Tutte queste notizie in Occidente hanno avuto ampio risalto sulla stampa ufficiale e autorevole, dal New York Times, a Der Spiegel, a Repubblica. Le stesse testate che oggi lamentano l’esplosione delle fake news.

Il fatto reale è che Kim Jong Un non sta molto simpatico ai cinesi. Ed è qui che nasce l’inghippo.

Molti blogger dissidenti hanno in questi anni preso di mira Kim Jong Un per denunciare in realtà la politica estera del governo di Pechino. In Cina girano, nel sottobosco dell’internet censurato dalle autorità, molte parodie e testi di satira che ridicolizzano Kim Jong Un, i coreani (che notoriamente sono altamente disprezzati sia dai cinesi che dai giapponesi) e il comunismo in sé.

Queste storie che, sia nell’intento di chi le scrive sia nelle percezione di chi le legge comprendendo la lingua, sono opere di fantasia umoristiche vengono puntualmente riprese dai media occidentali molto attenti a tutte le voci dissidenti nei confronti di Pechino e Pyongyang.

E un po’ maldestramente tra traduzioni approssimative e vero e proprio dolo vengono clamorosamente riportate in tutto il mondo come notizie e non come satira.

Ma l’obiezione rimane, fondatissima: sì, anche se così fosse la Corea del Nord si sta dotando di armamenti nucleari!

La questione è di prima importanza e su questo il regime nordcoreano è indifendibile, dovendo come tutti i paesi sovrani rispettare il diritto internazionale e le convenzioni sul disarmo.

L’allontanamento della Cina, che non sta più comprendo gli ex alleati, è dovuto proprio a questo.

La questione si è aperta nel 2011 quando per la prima volta i sismografi di tutto il mondo hanno rilevato il segno di un’esplosione sotterranea riconducibile ad un test nucleare.

Da lì una serie di test missilistici hanno reso evidente a tutti che Pyongyang sta cercando di ampliare la gittata dei vettori nucleari per avere a tiro tutti i nemici della regione: Corea del Sud, Giappone e le isole del pacifico sotto la giurisdizione americana.

Va comunque fatta la tara anche alla minaccia nucleare nord coreana:

  • la gittata dei missili sembra ad oggi poter colpire un’area che comprende solo il Mar del Giappone
  • lo scudo antimissile dislocato dagli Stati Uniti al 38° parallelo (confine delle due Coree, risultato della Guerra del 1950-53) con ogni probabilità intercetterebbe qualsiasi vettore nucleare in partenza
  • nessun missile potrebbe raggiungere l’Europa o la costa Ovest degli Stati Uniti, come va dicendo la stampa. Né per gittata (servirebbero dei satelliti per una balistica efficace e Pyongyang non ne ha) né perché verrebbe intercettato durante il volo di percorrenza.
  • non si ha una reale prova che la Corea del Nord abbia già “la bomba”
  • la Corea del Nord non ha alleati, è sotto embargo internazionale e il contrabbando non le fornisce neanche le misure minime di sostentamento. Ha la metà della popolazione della Corea del Sud (25 milioni vs 50 milioni), 1/5 di quella giapponese e un prodotto interno lordo che non sosterrebbe una guerra, non ha un’industria bellica e i suoi armamenti sono relitti sovietici.

L’evidente complesso di inferiorità che muove Kim Jong Un porta la Corea ad un esercizio costante di forza muscolare esibita. Esibita e nulla più, dalle parate militari alle celebrazioni di massa in pubblico.

Poco invece si dice su quello che accade nei paesi rivali.

La Corea del Sud attraversa in questi giorni una crisi di governo gravissima. La presidente eletta nel 2013 Park Geun-hye è la figlia del dittatore di destra che governò il paese tra il 1960 e il 1978 ed stata da poco destituita dall’incarico per corruzione. Su posizioni iper aggressive nei confronti del Nord ha in questi anni trovato largo appoggio degli Stati Uniti, da sempre vogliosi di estirpare ogni paese estraneo alla circolazione di capitali.

Probabilmente questa escalation di fake news “ufficiali” sul Nord lo dobbiamo a questo personaggio che è stato sconfessato dal suo stesso paese. Insieme all’inasprirsi dell’esercitazioni militare congiunte con gli USA che ogni anno diventano sempre più imponenti proprio a ridosso del confine con la Corea comunista (un altro esercizio di forza e militarismo poco raccontato).

E’ probabile che alle prossime elezioni venga eletto il suo rivale di sinistra Moon Jae-in, da sempre su posizioni pacifiste e poco inclini all’occupazione-tutoraggio militare americano.

In Giappone invece la maggioranza iper conservatrice di Shinzo Abe ha messo mano alla costituzione pacifista che vietava il riarmo, propugnando una politica aggressiva nei confronti di Kim Jong Un. Abe ha più volte dichiarato di voler intervenire direttamente per destituire il regime comunista.

La regione è una polveriera, lo è dagli anni ’50 grazie all’eredità del colonialismo giapponese, della guerra fredda e della dittatura dinastica nel Nord.
In ultimo la notizia dell’uccisione in Malesia del fratellastro dissidente di Kim Jong Un. Inizialmente attribuita al regime attraverso due agenti vietnamite, oggi assai più dubbia.

Ancora una volta domina la tendenza a non farci capire niente, non si sa mai che qualcuno semplicemente inizi a chiedere di farla finita con questa gara a chi ce l’ha e la spara più grossa.

 

Breviario delle bufale sulla Corea del Nord:

Dissidenti giustiziati con la contraerea (come è possibile rimane un mistero)

I tagli di capelli obbligatori

Riassuntone delle principali bufale di Wired

Il Sole 24 ore è a disagio

L’architetto dell’aeroporto giustiziato  (il Corriere della Sera ha dei dubbi)

Lo zio in pasto ai cani e le foto satellitari false

L’Huffington Post ha dei dubbi sul fatto che la Corea del Nord abbia la bomba

socialcosi

Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
socialcosi

Lascia un commento!

Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.

Ti è piaciuto? Lascia un commento!

error: Content is protected !!