Invano Veritas – Autoritratto #1

 

Vedova nera*Immagine tratta dagli archivi vergognosamente pubblici della sottoscritta.

 

“Sussurrano i ciliegi, li senti?”

Assorta sollevo gli occhi al cielo,
distratta ricerco l’estasi dello stupore
nella tragica ironia di un finale stantio.
A lungo atteso, temuto, sospirato.

Possibile?

Io so senza aprire gli occhi,
io vedo senza schiudere le labbra, assaporo senza assaggiarti.
Profeta di me stessa, io tocco.
Tocco ed è la solitaria violenza di un respiro nell’incavo del collo,
il peso icastico della pietra sul fondo del pozzo.

Tocco e toccando, toccata, fremo.
Scivolo in un mare immobile,
nella pienezza di materia e nell’assenza d’aria.
Scienza della visione che sovrasta l’esperienza,
dell’empatia che plasma la sostanza,
sono carne umana che s’imprime nel divino velo d’incoscienza.

Finalmente hai capito che sono piscio che galleggia sul cognac..

Sì, è la mia cenere a disegnare sulla tua sabbia.
Ma la verità è solo un’aggravante.

Invano veritas.

 

 

 

 

 

Elisa Orsi

Elisa Orsi

Nata agli sgoccioli del mese di ottobre, preferisce ricordare il giorno del suo genetliaco per l'uscita di Never Mind The Bollocks, tralasciando spiacevoli marce su latine capitali. Amante degli accostamenti audaci è un pendolo irrequieto che oscilla secondo traiettorie improbabili, intersezioni inaspettate tra la poesia medievale e la cultura underground, tra storie dell'arte canonica e storie di vite qualunque. Non abbassa (quasi) mai la guardia: nel tempo diurno si occupa di letteratura italiana, di ascolto compulsivo di musica gravitante attorno all'universo punk rock, di epigrafi frenetiche su taccuini rossi; ha lavorato in radio, ha scritto per settimanali culturali, web zine e si è occupata dell'organizzazione di eventi letterari e musicali. Nel tempo notturno la potrete trovare nei peggiori bar a discutere di un disco o di un libro che l'ha fatta restare sveglia, anche stanotte.
Elisa Orsi

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Nata agli sgoccioli del mese di ottobre, preferisce ricordare il giorno del suo genetliaco per l'uscita di Never Mind The Bollocks, tralasciando spiacevoli marce su latine capitali. Amante degli accostamenti audaci è un pendolo irrequieto che oscilla secondo traiettorie improbabili, intersezioni inaspettate tra la poesia medievale e la cultura underground, tra storie dell'arte canonica e storie di vite qualunque. Non abbassa (quasi) mai la guardia: nel tempo diurno si occupa di letteratura italiana, di ascolto compulsivo di musica gravitante attorno all'universo punk rock, di epigrafi frenetiche su taccuini rossi; ha lavorato in radio, ha scritto per settimanali culturali, web zine e si è occupata dell'organizzazione di eventi letterari e musicali. Nel tempo notturno la potrete trovare nei peggiori bar a discutere di un disco o di un libro che l'ha fatta restare sveglia, anche stanotte.

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