Il Vero Capitan America

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Il comandante Connors ha 41 anni e ha sempre creduto fottutamente nella guerra. Così fottutamente da essere sul campo di battaglia dal 1994, quando il suo elicottero volava basso sui tetti di Mogadisho, durante l’intervento dell’ONU in Somalia.
Shawn Connors. Quel giorno, aveva creduto di morire quando un missile terra aria aveva sfiorato il Black Hawk.

Ma oggi, uscendo da una scuola elementare di Burbank, California, il solo pensiero lo fa ghignare: una linea obliqua sul viso che i comuni mortali definirebbero un sorriso profondamente malato.
Parlare della Patria a quei mocciosi non è la sua missione. Neanche il campo di battaglia lo è più. Iraq, Afghanistan, Pakistan. Le missioni sotto copertura in Siria, in Colombia, in Libia.
Solo un lontano ricordo, un brivido d’adrenalina di chi ha imparato a sfidare la morte senza temerla più. E ad apprezzare il gusto di infliggerla.

Una sola grande macchia sul suo curriculum da eroe di guerra puntellato da ben quattro Silver Star Medal.
Quella foto che lo ritrae sopra un cumulo di quattro corpi svenuti, collegati ad elettrodi, sul pavimento di una cella ad Abu Ghraib.
Prigionieri comuni sui quali Shawn Connors stava urinando nel mezzo di una vistosa erezione, mentre la soldatessa Lyndie England era pronta a penetrarli con uno strap-on.
La corte marziale gli evitò l’accusa di tortura e crimini contro l’umanità solo grazie al suo status di combattente impeccabile.

Ma presto Connors capì che dietro l’insabbiamento dei suoi crimini e l’assoluzione piena c’era ben altro.

La Marvel.

Sì, esattamente. La Marvel.

Nel 2009 era di stanza alla base militare di Edwards quando due uomini in abiti civili, dotati di insoliti permessi militari, entarono nel suo ufficio accompagnati dal Generale della base.
Connors, ormai un agente di livello VI dell’esercito, era assegnato al comando del sistema di intercettazione e spionaggio Echelon per l’emisfero Boreale.
I due uomini tirarono fuori documenti, contratti, clausole. Il generale parlò degli straordinari riscontri avuti dal monitoraggio sanitario del comandante Connors.
E rivelò un segreto militare classificato di sicurezza “livello rosa” su una scala da magenta a arancio Honolulu.

La Marvel aveva finanziato una sperimentazione medica sin dalla prima guerra in Iraq, attraverso i vaccini somministati ai soldati, nella speranza di ottenere in carne ed ossa un soldato tanto forte da poter impersonificare CAPITAN AMERICA. Una partnership con l’unico scopo di creare il Super Soldato definitivo.
Connors non potè opporsi alla decisione controfirmata dai vertici dell’esercito e dal Presidente Barack Obama.

La crisi economica era appena scoppiata e l’America aveva bisogno di un simbolo, aveva bisogno di un sogno che divenisse realtà, per ridonare speranza agli investitori e rilanciare i consumi.

Shawn Connors divenne così il primo supereroe in carne ed ossa, riconosciuto dal Governo degli Stati Uniti D’America. Il primo supereroe ad uscire dai fumetti e divenire vivente.

Divenne Capitan America.

La sua apparizione pubblica venne iscenata dalla CIA. Un finto attentato alla metropolitana di Chicago, nel 2011, causò un incendio alla stazione di Rose Park. Morirono 32 persone, ma Capitan America si materializzò giusto in tempo per acciuffare i due attentatori, Abu Ahmed Sayaff e Jamal Nurehddin Omar, in realtà due agenti sotto copertura della stessa CIA.
I due sospetti vennero travolti dal lancio del pesante scudo rotante di Shawn Connors, legati e consegnati all’FBI.
Mentre l’America piangeva le 32 vittime straziata dal dolore, milioni di ragazzi acclamavano l’eroismo di Capitan America che diveniva realtà.
Fu Capitan America stesso, in una toccante diretta tv sei mesi più tardi, ad abbassare la leva durante l’esecuzione capitale mediante sedia elettrica.
Sul patibolo vennero messi due prigionieri di guerra afgani privati dei documenti, mentre i due attentatori sotto copertura vennero mandati di stanza nel Pacifico.

Ma il momento più alto per Connors fu la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden nel 2012. Capitan America non era in realtà presente col commando.
La Marvel organizzò quindi una sofisticato falso. Negli studios Disney l’intera sequenza della cattura fu girata da Ronald Emmerich con la partecipazione di soldati professionisti e Capitan America, al quale viene affidato l’onore e il dovere di sparare il colpo mortale alla nuca del capo di Al Qaeda.
Il video, spacciato per vero, fu trasmesso per mesi da tutte le emittenti del mondo.

Connors, nei panni del personaggio, alternava atti di eroismo a comparsate mondane e interviste TV.
Nel resto del tempo veniva sottoposto a pesanti test clinici volti ad aumentarne resistenza, velocità, massa muscolare, sebbene lui sentisse venir progressivamente meno il suo addestramento militare.

Ormai fuori allenamento interpretò se stesso, ovvero Capitan America, nel primo film degli Avengers, al fianco di Robert Downey Jr, Scarlett Johansonn e gli altri. A detta dei critici il miglior adattamento cinematografico di un fumetto.

Fece molto scalpore l’intervista che Connors-Captain rilasciò poco dopo a David Letterman.
Il conduttore gli chiese, data la reale esistenza del supereroe, se non fosse verosimile che potessero esistere anche il Dottor Destino, Soldato d’Inverno, Goblin o altri pericolosi super-villains.
L’intervista era commissionata e voluta dal dipartimento di Stato per far passare in secondo piano uno scandalo sessuale che avrebbe fatto vacillare il governo.
Capitan America rivelò che era a conoscenza da fonti governative, di una minaccia all’America da parte di forze oscure della neonata Latveria.
E additò, forse esagerando, la Lettonia come la vera Latveria, nazione che probabilmente nascondeva Victor Von Doom.
Letterman, in combutta domandò se il governo avesse preso adeguati provvedimenti per proteggere gli americani.
E la risposta generò ancor più scalpore quando Capitan America rivelò che entro poco si sarebbe costituito niente di meno che lo Shield, presideduto da Samuel Jackson in persona.

Barack Obama fu rieletto per un altro mandato e volle con se sul palco per la cerimonia d’insediamento il simbolo dell’eroismo e dell’americanità invicibile.
Ma un ombra minacciava il prestigio e l’indiscussa credibilità del comandante Connors nei panni del più grande eroe mai esistito.

Il Canada, attraverso una nota società farmaceutica, aveva appena portato a termine una ricerca genetica per ottenere un fattore cellulare rigenerante. Anche il Canada aveva bisogno di eroi, di simboli, di qualcosa che facesse passare in secondo piano la Foglia d’Acero.

Hugh Jackman venne quindi sottoposto alla cura appena messa appunto e si fece impiantare delle protesi metalliche in fibra d’acciaio per divenire il primo Wolverine in carne ed ossa.

Wolverine era ovunque, molto più che Capitan America. Tv, giornali, cinema, fumetti, porno. Connors, già provato da anabolizzanti e ormoni si diede pure all’alcool fino a che un giorno, quel giorno, decise di sfidare Jackman-Wolverine (che nel frattempo era passato da pesare 78 chili a pesarne 145 di metallo) in un incontro senza regole di MMA.

Come è andata a finire?

La prossima settimana, gente, la prossima settimana saprete tutto.

Gabriele Neri

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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
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Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.

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