Il Trono delle Serie Tv

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Da qualche anno stiamo assistendo ad un sorpasso della Tv sul Cinema che, almeno ai suoi inizi, sembrava temporaneo.
E invece questo momento d’oro delle produzioni televisive dura e perdura senza conoscere crisi. Facendo da traino alle pay per view e sopratutto allo streaming pirata.

Il cinema di Hollywood è entrato da almeno un decennio in un tunnel che potremmo chiamare “abbiamo finito le idee decenti“. Ormai nelle serie si sperimenta, si osa, si raccontano storie che non avrebbero una casa nei prodotti destinati alle sale cinematografiche.

Non solo perché una storia dilatata in 13 episodi per svariate stagioni permette di delineare meglio i caratteri e curare l’intreccio narrativo rispetto all’ora e mezzo/due di un film.

Hollywood e in larga parte anche il cinema europeo è ormai vittima di un’involuzione: in assenza di storie che facciano presa nel lasso di un paio d’ore si moltiplicano i remake, i film tratti da libri e fumetti.

E’ il caso dei film Marvel ormai annunciati a blocchi di trilogie, dei libri tratti da best seller, degli adattamenti americani dei film europei o degli horror giapponesi. Harry Potter, Hunger Games, Le Sfumature di Grigio, Sin City. Quasi tutti i grandi successi al botteghino non sono storie create ad arte ed esclusivamente per il cinema. Perfino in Italia “Benvenuti al Sud” è un remake di un paio d’anni dopo di un film francese acclamato e molto noto qui da noi (Giù al Nord). Insomma, il fondo del barile sta per cedere, si sta raschiando direttamente il terreno.

Al cinema ci si va anche e principalmente per l’effetto che fa, non per la storia (con buona pace di chi ama la fotografia ad esempio).

Lo sceneggiatore cinematografico è morto, ovvero colui che scrive pensando esclusivamente al cinema. Tutti gli altri o alcuni di loro si sono spostati sulla Tv, dove c’è maggiore libertà d’espressione e creatività. E a volte, produzioni con mezzi economici che concorrono con i film.

E’ un fenomeno internazionale che riguarda tutte le serie.

Le serie, con la loro narrazione cadenzata, sono di fatto il nuovo racconto davanti al focolare, di sera. In un mondo dove si legge sempre meno sostituiscono, almeno quelle di qualità, l’affabulazione di un buon romanzo.

Il potere dell’immagine (e del suono, ma vedremo più avanti) sulla parola scritta.

Le serie hanno anche un altro grande merito e qui scendiamo nel dettaglio.

Hanno costruito dei modelli narrativi nuovi e definito un nuovo genere di protagonista.

Nel 1999 la serie The Sopranos ha iniziato a delineare la figura di Tony Soprano, boss del New Jersey, padre di famiglia tradizionalista, in cura per degli attacchi di panico presso una psicologa.

soprano

Tony Soprano è il modello a venire del protagonista pervaso del male e dalla morale ambigua se non corrotta, che conquista il pubblico proprio perché rompe le dinamiche binarie buono – cattivo. Tony Soprano è malvagio ma è anche – a sprazzi – un essere umano, con dei sentimenti.

Le serie hanno fatto tramontare il buono e portato alla ribalta l’ambiguità e la complessità dell’animo umano, portando lo spettatore a patteggiare, a tifare per personaggi indifendibili.

Tony Soprano è il prototipo narrativo su cui saranno costruiti i personagi di Vic Mackey di The Shield e sopratutto Walter White di Breaking Bad.

Non solo. Attorno al carisma e al fascino della corruzione si introduce la figura del discepolo, del seguace, legato da affetto, parentela, complicità al protagonista. E che con la sua ingenuità viene trascinato a fondo, quando non di più paga addirittura il prezzo degli errori del corrotto protagonista.

breakbad

Tony Soprano ha Christopher Moltisanti, Vic Mackey ha Shane Vendrell, Walter White ha Jesse Pinkman.

Il discepolo assiste alla quotidiana e reiterata interiorizzazione, auto assoluzione del male, rendendo via via più digeribili i comportamenti abietti del mentore, accompagnando lo spettatore nel punto di vista, seppure deviato, del protagonista. Portandolo a comprenderlo, giustificarlo, appoggiarlo. Ad immedesimarsi.

La trasfigurazione è oggetto anche di Sons of Anarchy, Jax Teller combatte la piega che ha preso la sua crew sin dai tempi di suo padre, ma finisce per interiorizzare il suo ambiente. Perdendo per strada  la sua visione di cambiamento, ciò in cui crede, il desiderio di redenzione.

un promo di Sons of Anarchy
un promo di Sons of Anarchy

La mancanza di questa trasformazione, di personaggi che abbiano una zona grigia, è ad esempio il motivo del fallimento narrativo di serie come Prison Break, assai più legate ad un modo superato di fare Tv di quanto non vogliano mostrare. Esperimento riuscito a tema carcerario invece quello di Orange is the New Black, con l’aggiunta di una tematica di genere femminile.

La maestria di questa nuova narrazione per la TV non si applica però solamente alle serie cult che spingono di più sulla violenza e sul crimine.

Ci sono serial dove la violenza è modulata in un contesto sociale diverso dal crimine. Ultimo capolavoro del genere è il remake House of Cards, guidato da Kevin Spacey, politico determinato con ogni mezzo a piegare ogni resistenza alla sua ascesa verso la presidenza degli Stati Uniti. Qui la violenza è nei rapporti di potere, tra pari, tra politici e la stampa, tra poteri pubblici e lobby private.

House of Cards è la prima serie di un certo lievo ad essere nata direttamente per la distribuzione web attraverso Netflix
House of Cards è la prima serie di un certo lievo ad essere nata direttamente per la distribuzione web attraverso Netflix

L’imprevedibile assurdità del caso invece rimuove il fermo al contegno borghese e provinciale dei personaggi di Fargo, facendo esplodere una violenza progettuale e meditata. Compiendo un’operazione inversa: dal cinema alla Tv. Del resto il linguaggio dei Coen già trascendeva gli schemi abituali.

Pensate poi a come si sono trasformate le sit-com dagli anni ’90 ad oggi. Da Friends a Big Bang Theory. Intendiamoci, le odiose risate di sottofondo rimangono inalterate. Ma il linguaggio, confinato negli ambienti chiusi e preconfezionati, si è colorito e ognuno tenta una sua via originale nel costruire un linguaggio comico. Scrubs ha perfino eliminato le risate, affidandosi allo slapstick sicuro di vincere la scommessa. E l’ha fatto, rimanendo una delle serie più spassose dei 2000. How I met your Mother ha il suo marchio di fabbrica nel costante flashback. 30 Rock ha portato invece in tv la comicità di un grande laboratorio di trazione come il Saturday Night Live. E un attore di peso come Alec Baldwin.

avete esagerato con Photoshop
avete esagerato con Photoshop

Ecco gli attori. Il segno di un mutato peso delle serie Tv è il fatto che molti attori nati col cinema si sono riversati nei serial: Al Pacino, Kate Winslet, Matthew McConaughey, Billy Bob Thornton, Maggie Gyllenhall, Steve Buscemi, Kevin Spacey per citarne alcuni a caso.

Settore in calo invece è il comparto della fantascienza. Dopo X-Files negli anni ’90 e poi Lost, sebbene più sul piano complottistico, i 2000 hanno creato ben poco. Fringe non ha avuto il riscontro aspettato e dietro di lui una pletora di fallimenti: 4400, il remake di Visitors, Terranova, Falling Skies.

Un titolo felice, per il cast, per l’incredibile attualità della storia di fondo è invece Person of Interest. Che è completamente in controtendenza: la divisione tra bene e male qui funziona, tracciando un solco netto. Contro un mondo che cambia nella direzione di un maggior controllo e violazione della privacy, un gruppo di benefattori lotta contro l’avanzare di una nuova società totalitaria e ipertecnologica scaturita da internet e dal controllo di massa.

Anche l’Europa si difende bene, capeggiata dall’Inghilterra che attraverso Channel 4 (e non solo) ha prodotto serie conosciute molto bene anche qui da noi: Skins ha ribaltato the O.C. e Dawson’s Creek mostrando il lato poco accomodante dell’adolescenza, Misfits, Sherlock, Black Mirror, Life On Mars.

Perfino l’Italia, terra di Don Matteo e delle fiction di canale 5 ha prodotto una serie che finalmente ha imparato la lezione internazionale: Gomorra ha i tempi, il linguaggio e personaggi dinamici e tridimensionali (Genny o lo stesso Boss padre Savastano) che il pubblico adesso richiede.

Una scena da Gomorra - La Serie
Una scena da Gomorra – La Serie

Le serie, anche grazie all’attenzione che hanno suscitato, possono contare adesso su budget più alti. E curare, dove richiesto, le ambientazioni, i costumi, insomma un po’ di filologia. E’ il caso di Boardwalk Empire, ambientata nella Atlantic City di primo ‘900 e sopratutto di Mad Men, dove l’attenzione all’esatta ricostruzione di usi e costumi anni ’60 è stata maniacale, producendo risultati incredibili per una serie.

E le musiche: non tanto quelle originali – i temi non sono moltissimi – quanto per la selezione di vere e proprie playlist a tema con l’episodio. In alcuni casi disponibili a fine stagione e ben prima del dvd su cd.

Se la Tv ha un ruolo nell’aver surclassato il cinema in qualità delle storie narrate, c’è una Tv in particolare ad aver fatto da apripista, investendo a occhi chiusi in tempi più difficili: la HBO.

Produttrice di Oz (serie sulle carceri americane), gli stessi Soprano, The Wire ed oggi della serie più famosa, il Trono di Spade o Game of Thrones, come preferite.

Ecco proprio su GoT si fonde una felice combinazione di cast, costumi, tensione narrativa e morbosità (il nudo / sesso è un marchio di fabbrica HBO) che sebbene si prenda licenze a volte ampie dai libri di Martin, ha guadagnato un pubblico sterminato.

Se oggi ci chiediamo di più: “E’ uscito il sub dell’ultima puntata?” e non “Sei andato a vedere l’ultimo di Nolan?”, vuol dire che sul trono è salito un nuovo Re con l’intenzione di restarci.

E per ora l’inverno delle serie Tv non sta arrivando.

 

 

 

 

 

 

 

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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
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Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.

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