Il migliore dei mondi possibili.

Monet_dejeunersurlherbe

 

Volendo trovare un quadro che possa rappresentare quel momento si tratterebbe sicuramente di colazione sull’erba. Manet.

Quel momento. Da quel momento il tempo si era stravolto. Le loro vite erano state stravolte. Irrimediabilmente. Era stato talmente tanto tempo prima. Ma è inutile guardare la pelle. La pelle di Laure. Così ancora incredibilmente morbida. E liscia. La vecchiaia non esiste più. La vita che vivono è sana. Con la medicina di ora non c’è da stupirsi che sia così ben conservata, nonostante l’età.

Lo stesso vale per l’animo. A parte il fatto che è stata sradicata dalla sua giovinezza. E nonostante l trattamento, il fatto che non abbia picchi, l’aria, e le medicine lo slancio che sentiva dentro un tempo, brucia ancora piano dentro.

Colazione sull’erba. Quanto ama quel quadro. E l’arte di quel tempo. L’arte che la riporta al suo tempo. Così lontano e così vicino. Se solo potesse ottenere un permesso per visitare la sua epoca. Rivedere il suo mondo ancora per un momento. No, questo è impossibile. Non lo sarà mai. Il suo mondo non esiste più. Avrebbero potuto levarglielo dalla testa. Possono. Sa che possono. E forse allora sarebbe più facile. Sarebbe stato più facile per Juli accettare il cambiamento. Ma dimenticare, evitare, svincolarsi dalla sofferenza, no, non è nello stile del sistema permettere una cosa del genere. Non è stato facile, per lei, capire. Naturalmente. Ma i programmi di riabilitazione prevedono un’educazione serrata, ai prigionieri politici viene fornito il tempo che necessitano per conoscere, comprendere e accettare il sistema. Gli educatori sono persone brillanti, e i protocolli di formazione degli educatori sono tali che l’umanità non manca. Il bene ha vinto, in fin dei conti. La regione prevale. E questo, quello in cui abita, è il migliore dei mondi possibile. Impossibile non arrivare a questa conclusione, vi è stata accompagnata con tutto l’amore e le cure di cui aveva bisogno. Per questo, nella teoria, la riabilitazione dei prigionieri politici non prevede un termine. Il termine si prefigura e configura solo nella pratica. Ed ecco, anche per lei era arrivato il momento. Anche lei aveva concluso il suo percorso di riabilitazione, ed era entrata a far parte, finalmente, di quel mondo. Del sistema.

E ora che è terminato anche il periodo di sicurezza, ora che è libera, ora ha tutte le carte in regola per poter liberare Juli. E le conoscenze perché le venga fatto il favore di ricevere i permessi. Forse.

Colazione sul prato. Aveva scelto durante la riabilitazione, di intraprendere gli studi di storia dell’arte per sentirsi più vicina a quel che conosceva. E solo poi si era resa conto, aiutata dagli educatori, che gli studi storici erano i più adatti per conseguire il fine di integrarsi.

Sì, conosce bene l’arte, e la storia. Non è così strano che abbia deciso di intraprendere studi storici con quel che è successo. E nemmeno che Leon abbia voluto lanciarsi in politica dopo aver scontato la pena. Ora chiaramente erano liberi tutti quanti, insomma, loro tre, che erano sopravvissuti.

Se rispetto a Juli si può parlare di sopravvivenza.

Ma queste sono le procedure, i protocolli, i sistemi del sistema. Non c’è molto da stare a discutere. Eppure ha discusso.

Sa bene che quello è il migliore dei mondi possibile. E ringrazia che l’unico piacere che le sia precluso è il viaggio nel tempo. Lo spazio.. ebbene, in giro per questo mondo nessuno va più. Ed è comprensibile che debbano mantenere tutti loro sani, e felici, per permettere quello svago. Lo svago del viaggio nel tempo. L’aria che respirano è densa di composti chimici che assicurano loro il bene della sanità mentale. Inizialmente per i viaggi nel tempo erano previste bombole. Oramai sono sufficienti i vaccini, iniezioni che assicurano che i livelli dei composti del sangue rimangano sempre nella norma. Questo ha reso i viaggi nel tempo più comodi, e meno costosi. L’interesse morboso per i viaggi nel tempo è un altro tratto che la accomuna a tutti i prigionieri politi. Non che abbia mai avuto modo di conoscerne nessuno. Non è permesso. Chissà che energia malinconica verrebbe a crearsi. Le nergie mentali sono molto, molto potenti. Gli educatori ne verrebbero schiacciati. È già successo nel corso della storia del sistema. Per questa ragione le classi di riabilitazione sono individuali. Non è permesso nemmeno avere un solo educatore. Anche se inizialmente si è molto fragili è necessario essere esposti all’operato di parecchi di loro. La fragilità mentale può essere molto manipolatoria. Gli educatori devono mantenere livelli altissimi di sensibilità, rischiano quindi di farsi coinvolgere eccessivamente. Rischia di venirsi a creare una relazione morbosa. Non diversa da quella venutasi a creare tra lei e suo marito. Ma questo è un piccolo difetto del sistema, un prezzo piuttosto giusto, da pagare, per i benefici del servizio civile.

Certo, capisce anche bene perché il viaggio era stato vietato a tutti loro. Tornare a casa sarebbe stata la prima cosa che avrebbe fatto dopo la detenzione, se non fosse stato così. Casa. Doppiamente lontana. La Cina ormai è il mondo, e il presente la dittatura.

Ma il sistema è perfetto. La dittatura del benessere e della ragione. Nulla da rimproverare. Invece dopo la detenzione i primi passi della riabilitazione sono stati i viaggi nello spazio. Quello è stato un periodo magnifico. Soprattutto perché a suo marito, nonostante la situazione un po’ spinosa dal punto di vista del sistema, è stato permesso di accompagnarla.

Dittatura.

Le hanno detto: non sempre è semplice far capire alle persone cosa è meglio per loro.

Leon è stato sveglio. È sempre stato sveglio. Ma non lo giudica. Come si può non associarsi. Hanno capito tutti qual’era la loro colpa. E in questo mondo non c’è posto per l’incertezza.

Se non avessero posto a fondamento la certezza, non il dogma, ma il postulato, teorico certo, un’idea della ragione, certo, ma talmente inattaccabile da diventare il pratico scopo umano. La certezza che il benessere sia accompagnato dalla stabilità, che la felicità sia da sostituire con una calma serenità.

I suoi educatori erano sempre stati chiari su questo punto.

-evitare i picchi emotivi dipende soprattutto da te. Noi non possiamo aiutarti. Lo sai. Cerca la pace, cerca di stabilizzarti..-

-come posso stabilizzarmi se devo stare qui a separare i contenitori esterni da quelli interni e..-

-la raccolta differenziata fa parte dei programmi di reinserimento..-

-non è che non voglia fare questa stupida raccolta dei rifiuti, è che non capisco cosa sia plastica e cosa alluminio e cosa..-

-la carta la riconosci..-

-non prendermi in giro.. e poi perché dobbiamo preoccuparci così di..-

-è importante conservare l’ambiente che ci circonda..-

-ma se ormai la raccolta differenziata è meccanizzata, perché diavolo in questo posto la dobbiamo fare manualmente? Allora?-

-come sei dolce Marianne, a volte sembri davvero una bambina.. ve la facciamo fare manualmente perché voi impariate a riconoscere i materiali che non esistevano nel vostro tempo..-

Educatori. Hanno una risposta per tutto.

Cristine.. povera Cristine.

Oppure ormai nemmeno più povera. Inutile provare a salvare i pulcini deboli. Per questo sa che Juli starà meglio. Altrimenti sarebbe già morta.

Questo è un sistema perfetto.

Erano andati a prenderli tanto lontano nel tempo. Quanto disturbo. Certo non potevano prevedere il futuro, e lei non poteva sapere davvero cosa sarebbe stato. Se davvero i suoi nipoti sarebbero stati..ma che importa ormai? Ora si tratta comunque d’altro.

Erano venuti a prenderli tanto lontano nel tempo. Lei, e Dominic, Leon, e Cristine. E Juli. Non si sarebbero mai definiti dei rivoluzionari. Erano aristocratici. Felici. Senza pensieri. Colti. E trascorrevano il loro tempo senza preoccupazioni. Senza paura. La paura non era certo fuori dal loro tempo, ma dal loro piccolo spazio sì. Colazione sul prato. Ecco, un prato, un lago, una delle loro tante colazioni insieme. Trascorrevano a quel modo il loro tempo, suonava spesso per loro Cristine. Non si sarebbero mai definiti rivoluzionari. Invece, sembra, sarebbero stati loro a piantare i semi della rivoluzione. Un’ondata rivoluzionaria dalle ripercussioni tanto gigantesche da rischiare di sovvertire il sistema. Da giustificare tutto quel disturbo. Tutto quel dolore.

Juli non era sempre stata sofferente, quel che era successo però l’aveva distrutta, e forse proprio perché non aveva mai conosciuto la sofferenza vera. I carri armati erano apparsi sul lago, come sospesi. Chi non sarebbe rimasto traumatizzato? Solo la sua forza, e le medicine, e la logica ferrea del sistema l’avevano tirata fuori dal buco nero in cui era rimasta Juli.

La depressione. L’ansia. Il panico, le paranoie, le psicosi e le nevrosi. Nulla di tutto questo esiste più. Ha studiato molto per comprendere quei concetti. Gli educatori erano stati infinitamente pazienti con lei, e la sua testardaggine. Se tanti prigionieri politici si incaponivano sulla storia ben pochi insistevano tanto a voler imparare una disciplina ormai morta da tempo nella sua dimensione di scienza pratica. Le malattie e i disagi mentali non esistevano più poiché veniva paralizzata l’esistenza dei soggetti che ne erano portatori.

Juli. Era stata paralizzata. In gergo si usa dire intubata. Parecchi erano in cliniche. Ma sapeva ben poco di quel tipo di pratiche. Tutti comunque fermi. Inguainati gli organi nella pellicola protettiva.

Non sa come la troverà, non sa nemmeno se il fatto di conoscere Leon le varrà una visita, né se riuscirà ad ottenere i permessi di viaggio. No, non vuole tornare a casa, comunque non potrebbe, e sarebbe solo una sofferenza. Sofferenza. Vi si è disabituata. Non che non soffra, ma è talmente complicato, con tutti i composti che prendono che.. nascite controllate, invecchiamento controllato, morti controllate. Le brutte sorprese, forse le sorprese in generale, non sono contemplate.

Così come i picchi emotivi sono gestiti con grande cura. Rischierebbe, per la sua condizione di prigioniera politica, che è comunque permanente, una nuova registrazione nei protocolli di riabilitazione.

È per questa ragione che la gente ama tanto il passato. I viaggio nel tempo. Il rovesciamento del sistema che sono riusciti a far saltare con la loro cattura è valso ai potenti molta, molta fiducia. Che Leon sia diventato così famoso non deve stupire più di troppo, e nemmeno che i suoi libri siano così letti e apprezzati. Integrarsi per lei è stato difficile. E in fin dei conti è all’umana mostruosità che deve ogni cosa.

Ha studiato la letteratura, e la storia. Sa bene di cosa sono capaci gli uomini. L’ha vissuto sulla sua pelle, quello di cui sono capaci gli uomini. Quando sono apparsi i carri armati loro certo non sapevano nemmeno di cosa si trattasse. Ora che ha studiato, e conosce il nazismo, le persecuzioni e i campi.. lei non ha mai avuto il permesso per le visite. Ovviamente. Ma a lei i libri bastano. Quando Paul va in vacanza con i bambini, lasciandola lì, sui libri le dice sempre che lei è un’anima bella. Un’anima bella. Non sarebbe mai andata a visitare i campi, comunque. Certo Leon c’era stato. E più volte. Ma per lui era diverso. Lui era un politico. Ed a parte il trattamento che avevano fatto loro, lui aveva anche ricevuto gli insegnamenti politici, per cui era stato costretto a visitare i luoghi più bassi del passato umano. La coscienza umana. La Coscienza, nessuno sarebbe voluto tornare indietro. La filosofia aveva pervaso ogni campo, e ora quello che era l’animo umano veniva considerato per la sua reale composizione. La Coscienza era il nome dell’organizzazione mondiale e temporale nella quale vivono. Nella quale erano stati portati. Il milleottocentosettantacinque era lontano. Sua madre, i suoi fratelli, quella giornata, trascorsa sul lago. Il lago dove li avevano presi. Pietrificati. Loro cinque non avevano nemmeno provato a scappare. Ora sa cosa sia il nazismo. Ma non ne sapeva nulla. Così come sa bene, come tutti gli studiosi, o quasi, di cosa si parla quando si parla di coscienza umana. La coscienza del mondo, dell’animo umano, esteso in tempo e spazio, che ha dato nome al sistema. La Coscienza.

Nella sala d’aspetto dell’ufficio di Leon ripensa ai carri armati, apparsi sull’acqua quel giorno. La forma più inquietante dell’ombra umana è stata il nazismo. Anche perché dopo la nascita de La Coscienza, dopo che hanno sventato la terza guerra mondiale e hanno messo su il sistema nulla di atroce si è più verificato.

Hanno usato l’armamentario nazista per andarli a prendere perché secondo la teoria della coscienza del mondo è in quella forma che si concreta il terrore massimo.

Secondo la teoria della coscienza del mondo l’umanità è dotata di una coscienza condivisa nel tempo e nello spazio. Una coscienza che pervade ogni cosa, ed è assolutamente comunitaria. La coscienza del futuro e del passato vive in ognuno. La coscienza è ovunque intorno a loro, in loro. La conoscenza non ne è che un’espressione, e molto ridotta. La coscienza riguarda ogni parte del corpo.

Probabilmente per Leon, che ha ricevuto gli insegnamenti, è molto più semplice comprendere questi meccanismi. Quando i carri armati della seconda guerra mondiale sono apparsi sul lago loro cinque sono rimasti paralizzati dal terrore. Erano talmente giovani.

Li hanno incappucciati e caricati sui camion. E poi la porta temporale si era chiusa. Per sempre. Per loro.

Comunque per loro erano cominciate le torture. In quella cella aveva pensato di morire. Come ogni essere umano ha sempre pensato di morire, nella sua cella. Cristine l’avevano uccisa. Ci sono elementi troppo pericolosi. Sarebbe stata pericolosa anche nel futuro. Cristine non si sarebbe integrata, non si sarebbe ammalata. E questo loro lo sapevano. Il futuro non è conoscibile nemmeno per i filosofi alle alte sfere. Non si tratta di magia. Questo le hanno detto una volta. Gli educatori.

-se sapete tutto- aveva chiesto lei –e mi state educando, sapete che entrerò a far parte del sistema. E dovete sapere anche quando, dovete potermi dire quando potrò tornare a casa-

-temo non tornerai più a casa. Non la casa che conosci-

-sapete quando finirà la riabilitazione però. Dovete saperlo-

-non si tratta di una magia. Non conosciamo il futuro. I tuoi progressi dipendono dal lavoro che facciamo insieme.-

-come hanno potuto farci questo senza certezze? Portarci via senza sapere se davvero..-

-quella è una storia già scritta. Gli avvenimenti che abbiamo frenato, modificato, si erano già verificati quando siamo venuti a prendervi, la rivoluzione non era stata compiuta del tutto, e voi..-

-se questo è il migliore dei mondi possibili perché hanno cercato di rovesciare il sistema?-

-non sempre le persone capiscono cosa è meglio per loro. I programmi di sensibilizzazione non erano al massimo sviluppo. Devi comprendere che questo sistema non è emerso uniformemente. Solo dopo, dopo che i rivoluzionari hanno distrutto il vostro continente il resto del mondo ha davvero compreso la portata del sistema. Quel che era in grado di evitare. E la minaccia della terza guerra mondiale ha fatto il resto.-

-ma ora il mio continente esiste. La Francia esiste.-

-il mondo è molto diverso da come lo intendi tu, ora. Ma per semplificare possiamo dire che sì, la Francia esiste. E se esiste è grazie a te, anzi, è solo grazie al fatto che tu ti trovi qui, ora. E non laggiù, nel tuo tempo-

-e la mia vita?-

-vivrai una vita piena e soddisfacente qui-

-e Cristine? Come sapete che sarebbe fuggita?-

-purtroppo queste sono informazioni molto riservate. È per coerenza con il sistema, e per darti la forza di andare avanti, e per darti la certezza che prima o poi potrai integrarti che ti è stato detto che Cristine è morta-

-e Juli?-

-con il tempo le tue idee si chiariranno. E il dolore che provi lo comprenderai. Ora torniamo al testo.-

La Coscienza. Chissà cosa pensa Leon di questo. Chissà se la pensa mai. Lei certo non pensa a Dominic. Non può. Non deve. Lei è sana. Le torture. Chiusa in quella cella aveva pensato di morire. Devono ledere la dignità umana. Sfibrare lo spirito. Rendere i prigionieri animali. Fa parte del trattamento. È normale. La procedura. Quel perfetto sistema era stato ideato dalle menti più brillanti del loro secolo. Filosofi e scienziati insieme avevano teorizzato, insieme, torture e umiliazioni. Fino a sgretolare la loro umanità e renderli pronti ad accettare il sistema. La Coscienza. Suo marito, durante il lavoro sociale, era stato uno stupratore. Lo stupro devasta l’anima. Rende fragili, unito alle torture, sottomette. Il lavoro sociale toccava a tutti quelli che avevano deciso di ricevere gli insegnamenti. Era tanto nauseante il percorso per ricoprire quelle posizioni che pochi decidevano di intraprenderlo. Suo marito s’era innamorato di lei. Capita nel migliore dei mondi possibili. Picchiarla e stuprarla ogni notte l’aveva fatto innamorare. E quando lei aveva finito il trattamento l’aveva sposata. Ed anche grazie a lui era riuscita a venire a quel mondo. Il maggiore tra i suoi figli riceveva anche lui gli insegnamenti. Era piuttosto normale. Sperava che i suoi figli, gli altri, avrebbero deciso di intraprendere carriere differenti.

Amava quel mondo ormai. Anche le donne. Le donne così com’erano. Purtroppo non c’era da discutere, certo, quando vedeva i suoi codici a tutti cambiava faccia. Era una privilegiata. I suoi geni sono molto preziosi. Come quelli di Juli. Come quelli di Leon. Aspetta che paziente che lui abbia tempo di riceverla. I loro figli avrebbero dato alla luce figli, e quei bambini, crescendo, avrebbero partorito le idee che avrebbero sovvertito il sistema. Sarebbero stati i veri sovvertitori del sistema. Con le loro tesi filosofiche. Per questa ragione avevano catturato tutti loro. Lei e Dominic. Crstine e il suo bambino, il bambino di Cristine e Leon. Juli, che ancora nemmeno aveva un marito. E poi Leon e Cristine. Cristine era la sua migliore amica. Non a caso Cristine e Leon s’amavano da sempre. Possedevano la stessa anima. Il gusto del dominio supportato dalla loro intelligenza e cultura. Questo era costato loro caro. Ma Leon da una parte era un uomo, e oltre questo era abbastanza disposto, dopo il trattamento, a piegarsi, scendere a compromessi, da poter essere salvato. Dopo gli arresti domiciliari e le cure erano stati i potenti stessi a chiedergli di entrare in accademia e ricevere gli insegnamenti. Quando la fanno entrare rimane come di sasso. Lui è com’era. E anche lei, non è cambiata.

Ma gli insegnamenti, partecipare anche se passivamente a tutti gli orrori storici, rende l’animo duro. Nemmeno un sussulto. Leon è di ghiaccio. Lei è senza fiato.

-siediti- dice lui

-incredibile. La vecchiaia non esiste più-

-ti ricordo che sei già molto fortunata a potermi vedere. Non perdiamo tempo a dirci quanto tutto questo sia fenomenale..-

Certo. Erano stati separati. Ordinanze su ordinanze li tenevano separati. Ovviamente, gente come loro, prigionieri dal passato, non potevano incontrarsi. Sarebbe stato pericoloso. Dovevano dimenticare. Guardare a quel mondo, al sistema, con gli occhi di chi vi partecipa. Di chi vi è nato. Non dovevano perdere tempo a stupirsi quanto la Francia, e il 1875, fossero lontani. La loro vita, la giovinezza e..

-allora- lui, asciutto –so che vuoi vedere Juli. –

-sono sana, lo sai. Mi seguirai almeno quanto io seguo te-

Certo, i loro codici, la loro vita in schede, erano inseriti nel computer centrale, nella rete, tutti vi potevano accedere. Le informazioni sugli equilibri psichici e fisiologici erano alla portata di tutti, e lei poteva anche avere di più. Essendo lui nel sistema a quella maniera i suoi dati scendevano molto più nei particolari. Questo era essenziale. Aveva seguito tutta la sua carriera. I politici dovevano muoversi nella massima trasparenza. Questo era essenziale.

-lo so, sei sana. Non lo metto in dubbio. Questo certo non significa che avrai i permessi così come li vuoi. Dovrai essere affiancata da una persona.-

-qualcuno del sistema?-

-chiaramente, oltretutto non vorrei tu sottovalutassi le condizioni in cui si trova Juli. Hai studiato queste cose, oppure.. ti sei concentrata solamente su..-

-sul passato, ho studiato la storia che non ho vissuto. Come sei freddo.. Leon, eravamo amici, quello che è stato non vale nemmeno..

-ti prego Marianne. Per favore. Sai bene come funzionano le cose. Sappiamo entrambi quel che desideri, picchi emotivi potrebbero renderti non idonea ad ottenerlo-

-capisco. Lo so. Certo.-

No, non pensava più a Cristine, Leon. Come avrebbe potuto? Gli insegnamenti rendono il cuore di pietra. Aveva visitato i momenti più tetri del tempo, coloro i quali avevano ricevuto gli insegnamenti. E oltre questo aveva ricevuto il trattamento. Come lei. Lui le parla ora di picchi emotivi. Che sciocco. Lei non ha picchi emotivi dalla nascita del suo primogenito, e in ogni caso non sono picchi emotivi che i programmatori del sistema registrano. No, il senso di ribellione l’hanno estirpato. Notte dopo notte, atrocità dopo atrocità. Il migliore dei mondi possibili per conservarsi usa i metodi peggiori. È un fatto. E lei ha sposato l’uomo che l’ha resa libera.

-comunque- lui –abbiamo a lungo deliberato, al dipartimento, e puoi andare, puoi svegliarla tu stessa, se te la senti. Annick verrà con te, per supporto psichico tuo e suo, e per controllo. Non è la sua prima missione. Non c’è bisogno che te lo ripeta, lo so, e conosco la tua situazione psichica ed emotiva, ma vorrei che tu fossi preparata, a quel che troverai-

-cosa hanno fatto a Juli?-

-c’è bisogno che io ti parli degli insegnamenti? Dei viaggi che ho fatto? Degli ospedali psichiatrici? Non hai idea delle atrocità che si consumavano in quei posti. Non hai idea di quel che veniva fatto alle persone come Juli anche quando il nostro tempo era in corso.. non puoi..-

-sei tornato nel nostro tempo?-

-questo Marianne non ha attinenza con l’argomento.. –

-come hai fatto? Come hai fatto ad avere i permessi?-

-non è stato affatto un viaggio piacevole. Mi sarei risparmiato quella visita. Ad ogni modo, questo è il migliore dei mondi possibili, qualsiasi cosa le sia stata fatta è giusta. Un tempo le persone come Juli..-

-le persone come Juli.. è tua sorella leon..

-questo non ha importanza.-

-come puoi dire questo?-

-se non avessi letto i tuoi file, e non conoscessi i tuoi codici a memoria, direi che non hai accettato né l’integrazione né tutto il resto-

-accettare non significa smettere di chiedersi come è potuto succedere. Piantala con questa minaccia dei picchi emotivi. Sulla carta sono pronta, ma solo tu puoi mettere questa firma.-

-è superfluo dire che la nostra epoca non può rientrare tra le mete, giusto?-

-non le farei mai una cosa del genere-

-comunque è solo per quattro giorni, giusto?-

-vuoi che ti dica in che anni andiamo?-

-non c’è bisogno, ti ho già detto che una responsabile del sistema verrà con voi-

-non vuoi venire tu?-

-ho parecchi viaggi di lavoro in programma, sia nello spazio che nel tempo, e credimi, ho analizzato a fondo il vostro caso. L’idea che mi sono fatto è che sarebbe meglio se voi foste un gruppo di sole ragazze, donne. Comunque puoi sempre scegliere un maschio. Se lo desideri tuo marito ha le credenziali per venire con voi. Nel frattempo, mia cara, vorrei presentarti Annick..-

-Dio!-

Rimane di stucco. La ragazzina dal naso affilato, e i capelli scuri, impettita e magra, dritta come un fuso, avrà si e no 13 anni

-come è possibile è figlia di.. è come noi? È..-

Guarda Annick, poi Leon, poi torna alla bambina

-Leon, è tua figlia!-

-allora è vero che voi prigionieri siete dotati di grandi capacità- dice Annick soddisfatta, guardando il padre.

-di cosa ti stupisci- le dice Leon –tuo figlio sta ricevendo gli insegnamenti,sai perfettamente quante agevolazioni abbiano,e quanto immensamente siano dotati, i figli di quelli come noi, anzi, è difficile che sfuggano a questo tipo di carriera, per via delle loro abilità. Dovresti essere fiera di questo. Ecco come funzione il sistema. Anche in questo senso la Coscienza è ammirevole. Quale modo migliore di integrare lo straniero che non integrarne a pieno i figli? Riconoscendone le qualità?-

-e vorresti che io le presentassi Juli, sua zia, vorresti che lei si occupasse della nostra supervisione?-

-Non mi sembra nemmeno così improprio. Annick è molto meritevole. Puoi immaginare-

-lo sai il nome di tuo figlio?- gli chiede lei

-cosa vuoi dire?-

-lo sai benissimo. Non l’hai cercato sui file? Sapere per chi ci hanno portati via? Chi erano i rivoluzionari..-

-pensavo tu fossi stata istruita abbastanza da sapere che nemmeno io posso accedere a queste informazioni. Sarebbe ridicolo-

-cosa? Sarebbe ridicolo sapere i nomi dei tuoi nipoti? Quelli che avrebbero dovuto sovvertire il sistema? I rivoluzionari?-

-parli davvero come se non avessi ricevuto il trattamento, se non sapessi che anche questo è impossibile crederei che tuo marito abbia modificato i tuoi dati. Ascolta, non essere sciocca. Il passato non ha importanza, almeno non in questo senso. Ti prego, smettila di cercare le ragioni di..-

-sono certa che sai quel nome. Sono certa che sai chi sarebbero stati-

-Annick è l’unica mia figlia. E come ti ho detto, questo è il migliore dei mondi possibili. La coscienza ci ha salvato dall’impossibile. E ora tu hai i permessi per aiutare Juli. Non chiederti altro. Sei sana. Libera. Hai girato il mondo, lo so. So quanto sei colta, e tu sai meglio di me quanto conti essere uno di noi, a questo mondo. Avremmo generato dei perversi, persone che avrebbero distrutto tutto questo. Il sistema lo ha impedito. Ora, hai i tuoi permessi. Hai Annick. Direi che il nostro colloquio è concluso-

-e Cristine?- chiede lei sulla porta.

Annick guarda suo padre. Lui si abbandona sullo schienale e annuisce. Annick le stringe un polso.

-sai- le dice –dopo la vostra cattura, non è finita ogni cosa. Certo, il continente esisteva, non era stato distrutto, e la rivoluzione non era mai avvenuta ma.. –

-ma?-

-è difficile da spiegare..-

-Leon?- guarda il suo compagno d’infanzia, il ragazzo con cui aveva condiviso quella minuscola porzione di giovinezza che le era stato permesso vivere e conservare nei suoi ricordi.

-Annick, tesoro- dice alla figlia –sei preparata abbastanza per gestire questo discorso. Hai il quadro, è sufficiente che tu convalidi i livelli emotivi mentre parli. Non è il tuo primo incarico.-

-è il più importante-

-Leon!- ripete lei incapace di aspettare

-Annick?- dice lui guardando la figlia, le dita che pigiano la proiezione della tastiera.

-d’accordo- dice Annick dopo un paio di secondi –il continente non era stato distrutto. Voi eravate in prigionia, era cominciato il trattamento, quindi ogni cosa sarebbe dovuta tornare al suo posto, l’attacco doveva essere sventato e il normale progredire del sistema avrebbe dovuto ricominciare a muoversi in maniera uniforme, ma mentre da una parte l’opinione pubblica estasiata dai risultati del sistema ne supportava le decisioni, e mentre veniva festeggiato il primo ventennio de La Coscienza un piccolo focolaio rivoluzionario si è riacceso proprio dove vi avevano portati. chiaramente non esattamente lì. Nel sud della Siberia, vicino a quella che un tempo era la Mongolia. Un ragazzo si era..-

-il figlio di Cristine? E il tuo?-

Leon annuisce senza staccare gli occhi di dosso ad Annick

-ma non è possibile-

-è esattamente questo il punto. Non era possibile una cosa del genere. quel ragazzo non avrebbe potuto avere l’età che aveva ed essere nato nel vostro passato, e lo stesso discorso vale per il nostro presente.-

-cosa significa?-

-lo sapevo, papà, per lei è davvero troppo complicato!-

-non essere impaziente, Annick, spiegati meglio. Sei stata fortunata a nascere in queste condizioni, ma non devi diventare superba, tutti possono comprendere ogni cosa. lo sai. Ricomincia.-

-Marianne, ascolta, -le dice –se il bambino fosse nato nel nostro tempo non sarebbe stato grande abbastanza da scatenare una rivolta, giusto? Non sarebbe nato affatto. Nel nostro presente non era ancora nato. E Cristine era appena stata catturata. Avremmo voluto salvare entrambi. Avrebbero voluto. È nell’animo del sistema, limitare i danni.-

-ebbene?-

-allo stesso tempo se Cristine fosse fuggita, e tornata nella sua epoca in qualche modo quel ragazzo avrebbe dovuto essere solo il padre del rivoluzionario, al massimo..-

-ma come hanno potuto sapere che era figlio di Cristine?-

-come con noi- Dice Leon alzandosi in piedi

-ricerca- gli fa eco Annick –per anni, durante il periodo in cui il suo potere si intensificava La Coscienza si è curata di schedare tutti gli esseri umani. Queste cose le sai.-

-hanno- dice lei scrutando il volto pacifico di Leon –hanno cercato negli archivi olografici..-

-precisamente-

-e hanno ritrovato Cristine. La sua apparizione nel passato non era stata segnalata, perché era riuscita a incontrare il favore di un piccolo gruppo di oppositori. In quell’ambiente aveva messo al mondo Julien. Non era tornata a casa vostra, era troppo furba, furba abbastanza da comprendere che..-

-.. che avrebbe dovuto sfruttare le falle del sistema stesso per permettere a suo figlio di rovesciarlo..-

-precisamente Marianne. Precisamente. Ora credo che..-

– e Dominic? Che avrebbe potuto fare Dominic? Lo conoscevi, sai benissimo che non avrebbe fatto nulla di male..-

-senti Marianne, io credo che..-

-me lo devi Leon..-

-ti prego, Marianne, ti sei fatta del male abbastanza..-

-sì- dietro di lei Annick conferma l’intuizione del padre –il quadro dei valori emotivi lo conferma..-

Annick l’accompagna fuori. Non discute. Non ne ha la passione. Non c’è modo di conoscere il nome del bambino che non ha mai avuto. Julien. Ecco come Cristine avrebbe chiamato il suo. Julien. E l’avrebbe cresciuto con la certezza di distruggere coloro che le avevano portato via l’esistenza.

In un paio di giorni Annick l’ha istruita delle accortezze che necessita conoscere prima dell’incontro. La giornata è assolata. Annick la segue passo passo. Si è offerta di andare a prendere lei sola Juli, di essere lei a svegliarla. Ma non c’è stato verso. Marianne deve vederla. Deve essere lei a smontarla. Incredibilmente per la strada passano inosservate. Il suo cursore registra delle scosse. Nulla che somigli al picco emotivo, ma Marianne è troppo presa dal momento per poter creder che i passanti non notino nulla. Eppure è proprio così., l’appartamento è all’ultimo piano, guarda le finestre, lassù. In casa è buio.

-te l’ho detto. La luce non gli serve. –

-certo. Ma a noi si. Perché nessuno in strada ci ha notate? Io mi sento molto emozionata.-

-i tuoi valori sono nella norma. Anche io ho notato delle scosse, ma gestisci molto bene la tua emotività. Nessun picco.-

-incredibile-

-abbastanza, direi che è ammirevole per un prigioniero politico. Ma sono abituata a mio padre, i livelli di autocoscienza e controllo che avete raggiunto sono incredibili. E questo dimostra quanto sia valente la nostra organizzazione.-

Non riesce a dimenticare che sia figlia di Leon. E che abbia appena tredici anni, la tratta come una bambina. non riesce a pensare che ha già ricevuto gli insegnamenti e già concluso il servizio civile. Deve essere vero che i loro discendenti sono pieni di intelligenza. Annick apre le vecchie persiane impolverate. Non è un cubo. Rifilano le case storiche, senza schermi, alle persone come Juli. In attesa del risveglio. La gente che vive nei cubi se ne frega di risvegliarli.

Juli si trova lì da almeno quaranta anni. Marianna ha un sussulto, un brivido, quando vede la testa nel lavandino.

-è terribile-

-no, è la procedura. I tecnici la rimetteranno a posto in un secondo-

La testa è pulita, e la pelle bianca. Juli è esattamente come la ricorda, ma la testa si regge su dei tubi, nei quali è incastrato il collo. Poi la riduzione, e poi direttamente lo stomaco, poche decine di centimetri sotto la testa. l’intestino è sotto il lavandino, assieme ai prodotti per pulire la casa.

-e il corpo?- chiede Marianne

-la rimontano com’era.. non preoccuparti. Quando si ammalano di depressione tengono tutto. L’hanno già scongelato. L’ibernazione dovresti averla studiata alle serali. Domattina partiamo. Solo aiutami con le viti, e stai attenta, dobbiamo sfilare l’esofago dai tubi, senza fare cazzate. I tecnici si incazzano a morte quando trovano lacerazioni e..

-e il cuore? I polmoni?

-respira da quei tubicini, non vedi? Il cuore è là, sullo scolapiatti, puoi toccarlo, se vuoi, vedi? Batte, non è magnifico? Non preoccuparti dei batteri, c’è la pellicola, dappertutto. La mettono anche sugli occhi. Guarda.. visto?-

-smettila Annick!

Annick continua a carezzare i bulbi tenendo le palpebre spalancate con le dita.

-è terribile..-

-la pellicola veramente è quando di più utile abbiano inventato. La guina.. vedi..hanno rivestito anche il cervello. Ora è come se fosse a metà tra i morti e i vivi, ma nessun batterio la può sfiorare, è magnifico. Non fare quella faccia, cosa ti ho istruita a fare?-

Annick con gesti rapidi riduce quell’accrocco ad una secchiata di interiora e organi, con la testa sopra la roba molle. Chiude la scatola.

-ecco- dice- vuoi portarla tu?-

In clinica Marianne segue tutto l’assemblaggio. Annick è annoiata, nonostante tutto il procedimento non richieda più quaranta minuti. Legge sulle lenti, ben protetta dalla maschera. Marianne odia quella roba, non è riuscita ad abituarsi alla maschera e alle proiezioni, anche se, ammette, è molto più pratico dei libri.

Quando Juli apre gli occhi non sembra stupita di vederle.

-è imbottita di farmaci- le dice Annick nell’orecchio.

-e la riabilitazione fisica?-

-che sciocchezza, Marianne, perché credi che l’abbiano staccata dal corpo? I corpi li tengono in movimento. Sembra davvero che tu venga da un altro mondo..-

-certo, sai essere velenosa a volte sai?- le risponde Marianne.

Ma Annick è giovane. È naturale che ancore non abbia limato alcune asprezze del carattere. Juli non sembra affatto stupita d’avere una nipote. Né di essere stata svegliata, ricomposta. Né particolarmente stupita di avere i permessi per un viaggio.

-Credi che sia normale?- chiede ad Annick le stanno vestendo, e preparando per la partenza.

-cosa intendi?-

-non dice una parola, non sembra le importi di nulla-

-è ubbidiente, è normale. Un’esperienza del genere può rendere molto aggressivi, te l’ho detto, sono i farmaci. –

-non capisco, non credevo avessero tanto potere su di noi-

-stai scherzando? Vi sono venuti a prendere con dei carri armati nazisti nel 1800 e tu ora ti stai preparando ad un viaggio nel tempo, come credi che si possibile questo? Hanno un immenso potere su di noi, anzi per la verità il loro potere è illimitato. Altrimenti pensi davvero che l’umanità intera avrebbe accettato tutto questo?-

-se soffocate qualsiasi dissenso prima ancora che nasca..-

-smetti di parlare così, parli di noi, Marianne, tu sei una di noi, ora sei parte del sistema-

il responsabile di viaggio finisce di installare i cursori, Annick accende i comandi del suo schermo olografico e le appare tra le mani la tastiera.

-allora- dice –dov’è che andiamo?-

-sì, torniamo a casa?- chiede Juli, finalmente parla.

-no, zia, siamo già a casa, stiamo andando solo in viaggio, vedrai, ti piacerà, Marianne, dove vogliamo andare? Devo comunicare i dati.. ci vuoi dare finalmente questa notizia?-

-certo, andiamo a Woodstock-

-cosa?- chiede Juli.

-al concerto? Marianne, vuoi portare Juli al concerto di Woodstock, anni settanta? Stai dicendo sul serio?-

-sì, Annick, dico sul serio. Andiamo a Woodstock, al concerto più fico di tutti i tempi-

-cos’è Woodstock- chiede Juli, che sembra, incuriosita, si stia riavendo dalla confusione farmacologica.

-vedrai- le risponde lei.

 

Chiara Silvani

chiara silvani@gmail.com

continua la serie con: Disco Emotivo

 

 

Chiara Silvani

Chiara Silvani

Nata a Roma il 29/12/89, vive a Firenze. Studentessa di filosofia presso Università degli studi di Firenze, iscritta al quinto anno. Parla e scrive in lingua russa che studia presso associazione Italia-Russia di Firenze. Studia la lingua francese. Ha insegnato inglese in Siberia (Kransnoyarsk) e italiano a Rostov-on-don, Russia.
Chiara Silvani

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Chiara Silvani

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Nata a Roma il 29/12/89, vive a Firenze. Studentessa di filosofia presso Università degli studi di Firenze, iscritta al quinto anno. Parla e scrive in lingua russa che studia presso associazione Italia-Russia di Firenze. Studia la lingua francese. Ha insegnato inglese in Siberia (Kransnoyarsk) e italiano a Rostov-on-don, Russia.

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