Il falso in bilancio

 

– Signor Rossi, lei è accusato di falso in bilancio.

– Impossibile.

– Signor Rossi, lei è accusato di falso in bilancio e questa è la documentazione che lo conferma. Ammetta i suoi sbagli e diamo una bella accelerata a tutta la questione. Che ne dice, si sente in grado di poterlo fare?

– No. Io non ho mai fatto un “falso in bilancio” in vita mia. Voglio il mio avvocato.

– Parliamo soltanto io e lei, signor Rossi, senza avvocati di mezzo. Siamo due uomini adulti, possiamo sbrigarcela da soli.

– Lei mi sta sfidando.

– Io non sto sfidando nessuno, signor Rossi. Si tranquillizzi. Sono qui per aiutarla, e la prego di collaborare. Mi dica che ha fatto questo benedetto falso in bilancio e diamo questa bellissima accelerata a tutta la questione.

– No.

– Signor Rossi, glielo chiedo per favore – –

– Io non fatto quel benedetto falso in bilancio. Non ne sono in grado. Non so che significa. Io non volevo, lo giuro.

– Signor Rossi, che cosa sta cercando di dirmi?

– La documentazione che tiene sotto i suoi enormi palmi sudati non conferma un bel niente. Io non ho mai fatto falso in bilancio. Non di proposito, almeno.

– Continui, signor Rossi, continui a parlare.

– Mi dia quei fogli.

– …

– Ecco, guardi. Legga qui.

– … (3 + 7) – 2 = 5.

– Non nota niente di strano?

– Il conto è sbagliato. Il risultato corretto è 8, signor Rossi.

– Lo so: tre più sette, dieci; meno due, otto. Quel conto non torna perché ho sottratto il 2 dal 7 prima di svolgere l’operazione tra parentesi.

– Un errore grossolano.

– Un errore grossolano che ha compromesso la veridicità di tutto il bilancio. Io non l’ho fatto di proposito, glielo ripeto.

– E nessuno se n’è accorto?

– Mia moglie. Ho redatto quei documenti insieme a lei. Continuava a ripetermi di ricontrollare proprio quel conto, ma io non le diedi retta.

– Sarebbe bastata una calcolatrice… Come una di quelle che la sua fabbrica sforna ogni santo giorno, signor Rossi!

– Non mi parli di calcolatrici, per favore! Quella sera, quando con mia moglie feci tutti quei calcoli, era un’ottima occasione per collaudare il mio ultimo modello, la Calcolex 9000 Premium..

La Calcolex 9000 Premium? Quella a riconoscimento vocale? Mio figlio ne vuole una per Natale.

– E io volevo lanciarla sul mercato proprio per i primi di dicembre, pensi un po’. Comunque sia, quel giorno ne tenevo il primo esemplare in pugno. Si trattava di un oggetto piuttosto pesante – pesantezza dovuta al dispositivo di riconoscimento vocale, che è un dispositivo sorprendentemente massiccio.

– Vada avanti, signor Rossi.

– Sì, ecco, si immagini la scena: io che impazzisco dietro a tutti quei numeri e mia moglie dietro che mi parla nell’orecchio e mi assilla di ricontrollare quel maledetto calcolo. Stavo per avere un esaurimento nervoso, glielo giuro. Allora presi la Calcolex 9000 Premium e gliela sbatacchiai in testa, per farla stare zitta.

– In testa?

– Dritto in testa, perché?

– Signor Rossi, qualche giorno fa è stato rinvenuto, proprio a pochi chilometri dalla sua fabbrica di calcolatrici, il cadavere di una donna di mezza età col cranio completamente spappolato. Lei ne sa qualcosa?

– Io so soltanto che la Calcolex 9000 Premium non si accendeva più perché riconosceva solo la voce di mia moglie, che grazie a Dio aveva smesso di rompere…

Dario Fabbri

Dario Fabbri

Agisco all'esterno dell'utero materno dal 28 agosto 1994. Mi considero un essere umano, ma prima di tutto una persona. Studio filosofia. Battibit mi permette di avere uno spazio in cui mettere tutte quelle storielline un po' matte che scrivo. Per sdebitarmi, gli devolvo il 5% netto della mia felicità annuale, che corrisponde a una grassa risata della durata di 10 min.
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