Il dono

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– Picasso: “I piccoli artisti copiano, quelli grandi rubano”, – disse il grande scrittore.

– I buoni artisti.

– Prego?

– La frase è “I buoni artisti copiano, i grandi rubano”. Lei ha detto “piccoli”.

Il grande scrittore inarcò le sopracciglia, seccato. – Faccia come vuole, – disse, buttando fuori dalle narici più aria possibile e cercando di farlo il più rumorosamente possibile.

Chi lo ha mandato questo cretino?, pensò il grande scrittore. Stava parlando con un giornalista o con un esperto di citazioni di Picasso? O aveva fatto quell’inutile appunto per mettersi in mostra e per fargli vedere che anche lui, rispetto a qualcosa, la sapeva lunga? Forse quel giornalista non aspettava niente se non il momento giusto per fare un appunto che facesse al caso suo e adesso quel giornalista era piuttosto sorpreso che la sua straordinaria conoscenza in fatto di “citazioni di Picasso” gli fosse finalmente tornata utile? Con chi credeva di stare parlando, quel giornalista? Perché sentiva forte l’esigenza di mettersi in mostra e di correggerlo? Correggerlo, poi, per il semplice gusto di correggerlo e per potersi vantare coi suoi amici giornalisti di averlo corretto. Ho corretto il grande scrittore. Il grande scrittore ha sbagliato e io lo ho corretto.

Il grande scrittore non era il solo ad aver creato società offshore a Panama per evadere il fisco. Diversi politici, imprenditori, sportivi e stelle del cinema avevano fatto lo stesso. E, come il grande scrittore, erano stati scoperti.

Perché, fra tutti, questo cretino di un giornalista ha scelto di intervistare proprio me?, pensò il grande scrittore. Che vada a fare il puntiglioso con qualcun altro, se gli piace tanto. Con me non attacca. Vada a fare questo giochetto da un calciatore e veda un po’ se a quello gliene frega qualcosa.

Il grande scrittore dubitava che a un calciatore potesse interessare cosa avesse precisamente detto Picasso riguardo ai grandi e ai buoni artisti. Era possibile che un calciatore non sapesse neppure chi fosse, Picasso. Ed era forse anche per questo motivo che quel giornalista, tra tutti i grandi nomi coinvolti, era stato mandato a intervistare proprio lui: che un calciatore si scopra invischiato in un losco affare di evasione fiscale, più che stupire, può indignare. E lo stesso vale per un politico o un riccastro generico. Questi sono individui convenzionalmente stupidi e senza scrupoli. Uno scrittore è diverso. Uno scrittore deve essere diverso.

Il grande scrittore era un riccastro, ma era prima di tutto il grande scrittore, era un artista. E non scriveva thriller di 700 pagine o romanzi erotici che vendevano milioni di copie a persone che si sorprendevano che, sì, un libro può anche far arrapare. Lui non si limitava a scrivere storie, lui faceva letteratura. Si concentrava sul senso di quello che faceva, non su quante copie quello che faceva avrebbe venduto. Mirava all’accrescimento intellettuale e morale del genere umano attraverso la parola scritta. Indicava nuove vie di conoscenza del mondo e dell’uomo e di noi stessi al mondo, all’uomo e a noi stessi. Rappresentava la realtà e se voleva la reinterpretava o la lasciava così com’era, in tutte le sue contraddizioni e in tutta la sua tremenda bellezza. E uno così dovrebbe essere felice di pagare le tasse? Perché erano tutti  tanto sorpresi che uno così preferisse trasferire qualche milione a Panama o nelle Isole Vergini Britanniche o in Svizzera piuttosto che mettere i suoi soldi sotto il materasso?

Era il prezzo di essere un artista quello che stava pagando oppure erano gli altri che lo avevano sovrastimato? Sovrastimato dal punto di vista umano, non letterario: era un grande scrittore, ma uno scrittore può essere grande e insieme disonesto, stronzo, stupido. Nessuno rimprovererebbe al più abile dei falegnami di essere un imbecille in ogni altro aspetto della sua vita che non ha a che fare con la lavorazione del legno: il grande scrittore scriveva bene, ma perché non aveva il diritto di fare orrendamente male tutto il resto? Se scrivere bene, così come essere un bravo falegname o un calciatore fortissimo, è un dono, allora il vero peccato non è rivelarsi immeritevoli rispetto a esso, ma sprecarlo del tutto. Saper fare a scrivere è una qualità che non dice niente della persona che scrive bene. Se è un dono, è un grande dono, ma non fa grande la persona che lo possiede.

Il grande scrittore era in fondo contento che, in mezzo ai nomi di politici, riccastri, sportivi e stelle del cinema fosse spuntato anche il suo. Aveva contraddetto tutti quelli che lo credevano un santo e un genio e aveva tolto dalle spalle degli altri grandi scrittori che sarebbero venuti dopo di lui il peso di essere dei santi e dei geni: i santi pagano le tasse, i geni, quando non le pagano, non si fanno beccare.

– Non credo che Picasso si riferisse al significato letterale del termine “rubare”, la sua era più una metafora, – disse il giornalista.

– Io penso che Picasso intendesse proprio dire che i grandi artisti sono delle grandi teste di cazzo, e lo dico da grande scrittore, – disse il grande scrittore.

Dario Fabbri

Dario Fabbri

Agisco all'esterno dell'utero materno dal 28 agosto 1994. Mi considero un essere umano, ma prima di tutto una persona. Studio filosofia. Battibit mi permette di avere uno spazio in cui mettere tutte quelle storielline un po' matte che scrivo. Per sdebitarmi, gli devolvo il 5% netto della mia felicità annuale, che corrisponde a una grassa risata della durata di 10 min.
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