Il Dolore di Cadùca (Sillogismi del rogo)

Disfarsi del Dolore – spesso – significa abbandonare l’ultima fonte di appiglio alla vita rimasta a disposizione a noi stessi.

Quando non c’è nulla attorno a noi di tanto meraviglioso da meritare di essere fotografato, significa solamente una cosa: circondati da un vuoto d’aria manco fosse l’ultima boccata.

 Credo di poter affermare il vero se dicessi che l’Umanesimo ci sia sfuggito leggermente di mano.

Il Poeta cessa di esistere nel momento in cui il mondo fuori avvolge inesorabilmente il tormento dell’anima.

Non c’é donna migliore dell’empatia nell’uomo.

La donna dovrebbe afferrare il pensiero per poi trascenderlo in orgasmo. Purtroppo si limita a farlo afferrando falli anonimi a notti alterne.

Certe persone non fanno altro che lamentarsi dei problemi del mondo senza rendersi conto di essere loro il vero e unico problema di se stesse.

Il vero piacere dura un istante, quanto basta per farti disprezzare la vita nei restanti attimi.

La più grande abilità delle donne è quella di persuaderci nei sogni ed ignorarci nella realtà.

Il turbamento dell’anima si nutre di noi nel momento in cui constatiamo la sua esistenza, senza sapere che guardando altrove egli cesserebbe di esistere.

Sprechiamo una vita intera dando importanza alla morte attraverso lo sperperare del tempo nelle attività più patetiche.

Arriverà il momento in cui l’ingenuità della scoperta lascerà il posto all’odore secco del cemento. L’amore diverrà una noiosa condanna, a meno che esso non sia stato consolidato precedentemente il declinare dell’orgasmo.

Se l’educazione a cui venimmo sottoposti seguì la dottrina del Dolore, inesorabilmente troveremo piacere più grande se non attraverso il Dolore stesso.

“Spesso il Dolore ho incontrato
e – non soltanto l’Amore –
abbiamo constatato:
può essere fonte del più alto Piacere.”

Pier Paolo Macchiavoskij

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