Il Dilemma della BatCaverna

batman

Due ficcanaso si aggirano al tramonto attorno a Villa Wayne. Lui ha una torcia in mano, lei una cartina che tiene al contrario. Sono arrivati fino lì da Gotham City, inseguendo in bicicletta la BatMobile.

E adesso, finalmente, sapranno dove si trova il nascondiglio del Cavaliere Oscuro.

“Quello che mi chiedo da un po’ è come abbia fatto Batman a stare nella caverna quando era piena di pipistrelli da decadi. Pensa che puzzo di sterco di pipistrello”. Riflette lei mentre cerca di districarsi sulla mappa.

La Batmobile è parcheggiata da qualche minuto a bordo strada, Batman si è allontanato nella boscaglia.

“Già, ti immagini che fetore, senza neanche un ricambio d’aria”. Puntualizza lui che si è infilato la torcia nella cintura dei pantaloni allargata, dimenticandosi di spengerla.

Ed eccolo, il supereroe, riemergere dalla vegetazione. Ma aspetta, che succede? Si sta tirando su i calzoni…

“Dici che è andato a pisciare?” Chiede il ragazzo

Lei gli mette una mano sulla bocca, facendogli cenno di non fiatare.

Batman si gratta il didietro, appoggiato con una mano sulla portiera aperta. Poi estrae un cellulare grossolano da qualche parte, nelle braghe.

“Alfred, sono qua fuori, apri il passaggio”. Fa il supereroe al suo maggiordomo.

I due rimangono acquattati aspettando che accada qualcosa.

“Ma mannaggia alla miseria!”. Sbotta Batman, dopo qualche istante. Riprende nervosamente il grosso cellulare stile citofono Motorola: “Alfred, il bottone rosso a destra e la leva blu in basso. Quante volte te lo devo ripetere!?”

Improvvisamente un costone di roccia a bordo della strada si abbassa meccanicamente, rivelando un tunnel. Dal suo esterno svolazzano un paio di pipistrelli.

Batman, stizzito, monta sulla Batmobile e riparte con una poderosa sgassata nervosa, da tamarro al semaforo.

I due ragazzi si guardano negli occhi e d’intesa si fiondano a corsa dentro al tunnel, prima che il passaggio si richiuda.

Una volta dentro, l’intuizione della ragazza si rivela tragicamente concreta: l’interno della batcaverna, non solo doveva essere stato un letamaio quando Batman l’ha trovata, ma è un merdaio tutt’ora.
La puzza è insostenibile e il fragore di centinaia di pipistrelli imbizzarriti, che volano all’impazzata in vortici continui contro al soffitto roccioso, è assordante.

I due si mantengono al centro della carreggiata, sperando di raggiungere velocemente la caverna, mentra attorno è tutta una pozza di merda.

La situazione non migliora giunti all’ambito nascondiglio.Sporgendosi da un angolo la ragazza scorge Batman, che uscito dalla Batmobile si sta mettendo quello che sembra essere un pigiama con disegnini di carote e forchette. Il cavaliere indossa un paio di mutande scolorite marroni e delle infradito.

“L’accappatoio del signorino”. Lo interrompe Alfred

“Non ho voglia di farmi la doccia, vecchiaccio”

“Dovrebbe. E’ una settimana che non si lava. E se posso permettermi, l’afrore comincia ad essere importante. Lo si avverte fin dal piano superiore”

“Se ti riferisci a questa puzza, dovresti fare qualcosa con il guano di pipistrello”. Ribatte Bruce Wayne

“La disinfestazione non arriverà prima del mese prossimo”.

“E allora continua a fare quello che hai fatto sin qui”.

Alfred abbassa lo sguardo a terra affranto, rimanendo immobile  per qualche istante, mentre il rampollo se ne va cantando “Obla di, Obla da” nelle sue stanze, attraverso un ascensore a parete.

Una volta uscito, il maggiordomo tira un calcio di stizza ad una sedia di legno, facendosi malissimo.

Ai ragazzi scappa da ridere, ma il vecchio è sordo e non si accorge di niente.
Lo vedono frugare in un sacco di plastica nera, di quelli da spazzatura. Ne tira fuori uno sgrassatore, dei guanti, una paglietta ruvida e uno spazzolino da denti. E un deodorante per ambienti.

No aspetta, questo non va bene, è per il bagno. Neanche questo, questo è un Arbre Magique. Questo è uno di quei cosi che si mette dentro al cesso quando tiri lo sciaquone, nemmemo questo.
Alfred sembra non trovare quello che gli serve. Ma sì, eccolo: uno spray bello grosso.
“Caverne, cave e miniere Spray. Rimuove l’odore di zolfo, metano e cacca di pipistrello”

Nel frattempo i due intrusi si sono spostati dietro un grande archivio che sembra contenere una collezione di fumetti e album di figurine. Per sopravvivere al potente fetore nell’aria i due ragazzi hanno rubato due mascherine da verniciatura in un cesto di cartone contenente altri utensili, apparentemente per aerografare auto.

C’è anche un VHS: “Mtv, Pimp my Ride: Batmobile”. Con due rapper americani pieni di borchie dorate in copertina, che abbracciano il Cavaliere Oscuro. I due alzano lo sguardo e notano che nei sedili posteriori della batmobile c’è un led ultrapiatto 32 pollici con una Playstation 3 annessa. E una fiammata con Dragone attraversa la fiancata destra del bolide.

La rivelazione più sconcertante della loro vita: Batman è un tamarro, non si lava e la batcaverna è un merdaio.

Nel frattempo l’orrore continua. Alfred, chino sulle ginocchia sta spruzzando lo sgrassatore tra le fessure delle mattonelle e negli angoli. Poi, con lo spazzolino meticolosamente rimuove la merda incrostata.

Mentre dall’alto, i pipistrelli annidati nell’estremità del soffito, saltuariamente lasciano cadere nuove cacchine, proprio mentre il buon vecchio sgruma con olio di gomito.

La ragazza si sta riparando la testa con un foglio di carta A3, lui con una foto incorniciata della famiglia Wayne. I due si guardano, con ancora su la mascherina da verniciatura. Danno una rapida occhiata a quel posto, alla batmobile tamarra, ad Alfred, ai cumuletti di merda. E se la danno a gambe poderosamente da dove sono venuti.

Alle volte, le identità e le vite segrete dei supereroi, è un bene che rimangano tali.

Da un’idea geniale di Soluzen
Racconto di MaxRob

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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
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Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.

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