Il cinema francese si spoglia: breviario di cosa stiamo vedendo

jules e jimUna sguardo su tre uscite cinematografiche francesi recenti: Giovane e bella“, “La vita di Adele” e “Two mothers.

Giovani corpi sinuosi e avvenenti donne di mezz’età compaiono nelle locandine all’uscita di molte sale cinematografiche. Marine Vacht, Adèle Exarchopoulos, Léa Seydoux, Robin Wright e Naomi Watts, sessant’anni dopo Jeanne Moreau in “Jules e Jim”, rappresentano e ripresentano il cinema libero di mostrare corpi nudi, sentimenti e storie da raccontare. Non è cinema erotico, come è stato definito dall’italiano medio e nemmeno voyeurismo, come invece ha tentato di definirlo una certa parte di critica. “Giovane e bella“, “La vita di Adele” e “Two mothers“, pongono interrogativi e riflessioni funzionali con l’evoluzione sociologica e pedagogica, ricercata spesso nel cinema da chi ne fruisce. Si parla liberamente di rapporti saffici in “La vita di Adele”, di madri-amanti dei reciproci figli in “Two mothers” e di prostituzione minorile in “Giovane e bella”. Le pellicole in questione possono essere un utile strumento di conoscenza di microcosmi umani reali, fermo restando la primaria funzione narrativa. E’ soddisfacente pensare che in questi tre film, l’analisi sia legata quasi esclusivamente all’osservazione e non al giudizio. Forse, il cinema italiano avrebbe proposto un giudizio finale, sulle azioni compiute dagli interpreti o una morale diffusa per mettere più o meno d’accordo tutti. La grande libertà che si percepisce da questi film invece, è la capacità di riflessione che riescono a creare. Cosa di non poco conto, nell’era del cinema da multisala.

Matteo Pieracci
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