Fogli arsi

 

Come si fa a scrivere una storia d’amore? Come si fa senza essere banali?

Ci si butta sui fogli, colti dal pathos, dalle lacrime e dai singhiozzi e ci si sfoga, si sente defluire il dolore attraverso la vena nera che collega il corpo alla carta, la impregni delle urla strazianti che senti uscir fuori; cospargi, sotto forma di lettere, quel veleno che ti ammalerebbe, se tenuto dentro. Gli occhi demoniaci, offuscati dalla rabbia, ma rincuorati dal rinnovato sfogo, seguono le linee di un discorso sconclusionato ma liberatorio.

Infine ci si ferma. L’ultima vocale, per adesso, è stata scritta. Il satanasso ha trovato pace, dopo il sacro rituale.

Giunti a questo punto, quel che sarebbe giusto fare, ciò che si meriterebbe una tale produzione atta allo sfogo, sarebbe gettare tutto. Bruciare le carte, bruciare il dolore, il maligno che ci attanaglia.

Eppure rileggiamo. Ci ostiniamo a rileggere quel che già sappiamo, diventiamo voyeuristi di noi stessi, compiacendoci del dolore provato, come nello scoprire qualcosa di nuovo.

Fino alla triste verità.
Non c’è niente di nuovo.
Robaccia.

Fino a scoprire che il tuo dolore banale, e banalizzato su di un foglio, era più prezioso coccolato nell’inconscio. La tragicità delle circostanze in cui si è consumato diventano pura scenografia, cartonata e di pessima qualità.

Solo allora buttiamo i fogli, tenendoci in mano, tanto cara, la malinconia di quei momenti lontani, tanto lontani da chiedersi “aspetta, è andata davvero così?”

Ma lo rifaremo, alla prossima scossa di dolore, imbratteremo, scalfiremo e distruggeremo la cellulosa, fino a redimerci. Perché non siamo esenti dai ricordi che l’inconscio ci ripropone, specie quelli graffianti che hanno scavato solchi profondi.

L’unica cosa che posso fare, quando tornerai come presenza inquieta nei miei sogni, mentre mi urli e recrimini, è chiederti, con un po’ di malinconica dolcezza, “Perché siamo stati così banali?”

Federica Ulivieri

Federica Ulivieri

È nata nel lontano 13 settembre 1989 usando il primo vagito come un lamento, e da quel momento non ha più smesso di lamentarsi. Studia Storia Contemporanea a Pisa dove ha già conseguito la triennale; ogni tanto, allo scopo di allentare l'ansietà che la vita offre, scrive.
Federica Ulivieri

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È nata nel lontano 13 settembre 1989 usando il primo vagito come un lamento, e da quel momento non ha più smesso di lamentarsi. Studia Storia Contemporanea a Pisa dove ha già conseguito la triennale; ogni tanto, allo scopo di allentare l'ansietà che la vita offre, scrive.

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