Due parole sulla Città del Teatro

 

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Quando ho inviato il CV per uno stage di teatro infanzia alla Città del Teatro di Cascina, non sapevo niente né della struttura, né del suo funzionamento. Ho inviato il CV solo perché, come ogni sfaccendato giovane scrittore di provincia, vivo in perpetua attesa di un’occasione e provo tutto quello che trovo: in provincia le occasioni non sono poi molte.

La mia breve esperienza di selezioni e esami e periodi di prova fino ad ora si era risolta solo con una monotona sequela di porte in faccia, dunque non nascondo che quando fui selezionata provai un moto di sorpresa e rispetto oltre che di orgoglio. Non è da tutti puntare su ragazzi giovani come me, che non hanno altro di cui fregiarsi se non talento e dedizione, come molti mi avevano risposto fino ad allora “per ragioni di marketing non puntiamo sugli esordienti”, e soprattutto non è da tutti puntare su di me che, per usare le parole di chi mi ha cortesemente indicato la porta, “sono troppo indipendente” o per usare le parole di chi la porta me l’ha indicata senza troppa cortesia “sono linguacciuta, arrogante, non so stare al mio posto” e “facevo meglio a lavorare in fabbrica”.

Quando però ho cominciato a lavorare (con retribuzione, particolare quasi inaudito nella mia esperienza) ho trovato non solo una grande serietà ma anche una grande libertà d’espressione, una grande fiducia nella mia abilità, in poche parole: una possibilità.

Le persone a cui mi sono rapportata, Donatella, Fabrizio, Letizia, Annastella, Antonella, mi hanno dimostrato un’apertura, una disponibilità, un entusiasmo e soprattutto un rispetto che difficilmente ho riscontrato nell’arco della mia esperienza. Un rispetto di tipo non solo comportamentale (già cosa rara) ma concreto, professionale: un contratto, degli orari, una retribuzione, l’essere messa in regola. Questo io lo chiamo serietà, rispetto del lavoratore e della sua prestazione.

Il Teatro di Cascina per la direzione di Donatella Diamanti è uno dei pochi posti nella mia esperienza che guarda ai giovani con fiducia, che si impegna per permettere anche a noi disgraziati, pluriqualificati precari di iniziare a immaginare una chance di futuro, una possibilità appunto.

Uno dei pochi posti dove ho visto le cose funzionare onestamente, in maniera trasparente.

Uno dei pochi posti che ha il coraggio di ospitare anche spettacoli scomodi, perché di denuncia, perché troppo all’avanguardia, perché misconosciuti, rendendo al pubblico il maggiore omaggio, ovvero rispettare la sua intelligenza, non annichilirlo con comici idioti, ma farlo riflettere ed emozionare.

La Città del Teatro per la direzione di Donatella Diamanti è uno dei pochi posti in cui il teatro conta ancora qualcosa. L’impegno degli artisti, le idee, il talento, quell’inesprimibile particella che rende un’opera umana un’opera d’arte.

È l’ultima speranza di quelli come me che ancora credono in quello che fanno, e di tutti quelli che credono che si possa anche vivere e lavorare onestamente in Italia.

Naturalmente, come può accadere solo nel nostro Paese in cui ogni cosa funziona alla rovescia, questa direzione adesso rischia di fare le spese di una politica coraggiosa e onesta.

Se questo posto dovesse chiudere, se dovesse cambiare direzione, vorrà dire che non resterà più niente in cui credere: morirà anche quella speranza che, proverbialmente, è l’ultima a morire.

Io non voglio che questo accada.

Vi invito perciò a mobilitarvi per difendere un posto che, nel generale degrado del mondo dello spettacolo italiano, è ancora sensato, è ancora pulito, ed è ancora libero.

 

 

Al link sotto trovate una petizione.

http://buonacausa.org/cause/lacittadelteatro

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
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Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

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