Disordine

Questo racconto è stato scritto in occasione del PisaCon. Ci sono state fornite le seguenti indicazioni:

Personaggio: lupo

Ambientazione: città dell’800

Genere: fantasy

Due parole da inserire nel racconto: diverso, insieme

Da questa idea è nata la prima bozza di un racconto che sarà successivamente espanso ed elaborato.

 

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(illustrazione di Ilya Shebunov)

Parigi, 1883

…indagini riguardo a misteriose sparizioni di animali. Jean Morot afferma di essersi trovato un piccolo gatto bianco mai visto prima sul letto, lo stesso giorno in cui sua figlia Catherine è scomparsa. Alcuni animali in particolare mostrano un comportamento molto strano: cani che provano a camminare a due zampe, tartarughe che dormono sul dorso, gli elefanti dello Zoo Céntral che attaccano gli altri animali causando una terribile confusione. Più allarmanti sono, comunque, i dati riguardo agli animali scomparsi. Dai parchi sono scomparsi scoiattoli, uccelli, persino insetti. Dalle case scompaiono gatti, cani, canarini. Se avvistate…”

Basta, non ascoltare più, dice la voce nella sua testa. Adesso è tempo di andare. Non farti vedere da loro, si spaventerebbero e basta. Vuoi spaventarli? Vuoi costringerli a spararti? Marcel sente il suo respiro diventare affannoso, sente i peli lungo tutto il corpo, i muscoli tesi, pronti ad attaccare. C’è una strana connessione nella sua mente tra paura e aggressione, da quando, quella stessa mattina, si è ritrovato trasformato in lupo. I suoi occhi sono veloci, la sua mente fatica a seguire i sensi. L’umano che è rimasto in lui soffre nel momento in cui Marcel sbircia i suoi genitori, in salotto. Sua madre sta leggendo il giornale al padre, mentre lui cammina nervosamente avanti e indietro, mettendo a posto ossessivamente gli oggetti che gli capitano davanti.

Un terribile impulso alla distruzione e un grido disperato. Le due forze esplodono in lui, quando di nuovo sente quella voce, la voce che lo guida, lo calma, equilibra i suoi sensi, la voce che assomiglia terribilmente a quella del fratello: fermo, per favore. Adesso abbassati. Marcel si abbassa, e pensa che se qualcuno lo guardasse adesso risulterebbe piuttosto ridicolo: un enorme lupo nero che si nasconde, le cui zampe risultano incerte, e che trema, come un bambino. Stai fermo, non farti sentire, vuoi costringerli a ucciderti?, ripete la voce.

Ti stanno cercando. Adesso devi trovare chi è simile a te. Vi stanno cercando tutti, vogliono distruggervi. Non senti quelle voci su quegli animali scomparsi? Sono loro. Si fanno chiamare l’Ordine. Uccidono qualunque animale gli capiti a tiro, hanno capito che alcuni uomini si sono trasformati in bestie e vogliono mettere fine alla cosa, a modo loro. Sembra assurdo, hanno iniziato una lotta contro quello che loro chiamano il Diverto. Tu devi scappare. Ce la faremo, insieme. Sai un’altra cosa? Alla fine mi troverai. Lo so. Mi fido di te.

Aria calda esce dalle sue narici feline e, cercando di controllare la forza immane dei suoi muscoli tremanti, si avvicina alla porta. Spingi, è aperta. Allunga la zampa verso la porta, che si graffia. “Chi è là?”, grida il padre. Attento, attento. La voce sa che Marcel sta per esplodere a sua volta: una rabbia cieca gli ruggisce dentro, vuole distruggere tutto, tutti. Si getta contro la porta, la sfonda e inizia a correre, sbriciolando tra i denti la maniglia di legno. Sente la madre gridare e l’umano dentro di sé piange, “mamma, non volevo farti questo”. Hai fatto quello che hai potuto. Adesso corri, corri, gira lì, in quella strada, nasconditi. Sono le tre di notte e la strada è buia. Le stelle luminose in cielo lo calmano, le fissa ipnotizzato. Si appiattisce contro il muro e ringhia, la sua rabbia sta nuovamente per esplodere quando si rende conto di cosa ha davanti -i suoi sensi vanno sempre più veloci-: un piccolo topolino corre, disperato, cercando di infilarsi in una fogna.

Marcel. Resta inchiodato, ipnotizzato da quella voce come lo era dalle stelle lassù. Ti ricordi l’ufficio di papà? I ricordi sembrano arrivare da un mondo lontano, da una vita di qualcun altro. Li vede avvicinarsi lentamente. Annuisce, tremando. Inizia a muoverti, scaricando la tensione, intanto visualizza quel posto. Annusa l’aria, senti gli odori, lascia che gli odori di quel posto ti raggiungano. Tu devi essere lì. Puoi farlo, Marcel? Marcel sente che vorrebbe fare qualunque cosa pur di non deludere quella voce angelica che si ramifica dal suo petto alle sue orecchie. Chiude gli occhi e nelle sue narici entra l’odore di erba tagliata, di limoni e di tabacco. Bravo, bravissimo, è lì che devi andare.

Noemi Forti

Noemi Forti

Laureata in Discipline dello spettacolo con tesi di drammaturgia, Noemi Forti studia cinema alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Con la testa divisa tra teatro e cinema, scrive racconti, sceneggiature e da grande vorrebbe tanto fare la regista cinematografica. Nel frattempo, coltiva segretamente l'ambizione di dar vita a un fumetto anche se la sua capacità nel disegno non è migliorata dalla terza elementare. Frequenta corsi di teatro e danza. Ha vinto il concorso per nuove leve di Battibit con il racconto Rifiorisci. Il suo primo cortometraggio, Son, è disponibile su Battibit.
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Noemi Forti

Laureata in Discipline dello spettacolo con tesi di drammaturgia, Noemi Forti studia cinema alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Con la testa divisa tra teatro e cinema, scrive racconti, sceneggiature e da grande vorrebbe tanto fare la regista cinematografica. Nel frattempo, coltiva segretamente l'ambizione di dar vita a un fumetto anche se la sua capacità nel disegno non è migliorata dalla terza elementare. Frequenta corsi di teatro e danza. Ha vinto il concorso per nuove leve di Battibit con il racconto Rifiorisci. Il suo primo cortometraggio, Son, è disponibile su Battibit.

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