Discorso di fine anno

Un discorso lo si prepara prima per iscritto. Ci sono oratori, ci sono scrittori, ci sono ascoltatori. Ci sono ascoltatori? Scrivere per avere qualcosa da dire. Dire qualcosa, beh certo non lo puoi fare per iscritto. Tu mi leggi e allora lo vedi che non stai ascoltando. Se ci si ascoltasse di più andremmo tutti un po’ meno a lavoro.

Il Bambin Gesù , la tradizione, la ricorrenza. Ci fermiamo solo quando ce lo stanno dicendo. E’ per questo che abbiamo bisogno di scadenze. Fine anno, fine lavori. Scadenze a lungo termine, scadenze sui formaggi. E’ qui che ti devi fermare. Ma se non ascoltiamo quando ce lo stanno dicendo quando ci fermiamo? Quando il formaggio ha un sapore sgradevole. Diciamo che ce ne accorgiamo quando si fermano anche tutti gli altri. Siamo un banco di merluzzi? E qual è il merluzzo che si muove per primo?

Gesù che ne pensa? Gesù pensa? Gesù riponeva più fiducia nei merluzzi, cosa che lo spinse a moltiplicare il pane ma anche, ricordiamolo, i pesci? E’ il bambino che pensa o è il Gesù adulto che predica nel pieno delle sue facoltà? Gesù aveva una qualche forma di facoltà materiale per campare o lo campava qualcuno? Gesù aveva facoltà intellettive?
Esiste una facoltà nella quale ci si può rifugiare quando fa freddo e si fa buio?
La facoltà di giurisprudenza ha un androne largo, ma è prudente, che persone ci incontriamo, c’è prudenza eccessiva nella giurisprudenza o è il simulacro vuoto della casa della legge? E’ solo lo Juris latino che ci indica prudentia, ovvero perizia, cognizione?
Noi conosciamo o abbiamo solo delle frequentazioni superficiali? Quante domande. Camminare domandando.
Scusi nell’impasto c’è il lattosio? Perché è questo che ci interessa, sapere come sono fatte le cose. Non farci trattare da ignoranti, mettere in discussione tutto, metterlo sotto alla lente d’ingradimento, inquadrarlo con la fotocamera per vederlo da vicino a massimo ingrandimento. A massimo ingrandimento tutto assume la forma di confusi rettangoli di colore.
Scusi… ma questa puntura ucciderà mio figlio? Ma siamo sicuri che la ragione è ragionevole?
Chi l’ha detto che starnutirsi in faccia non sia salutare? Se uno non prova come se ne ha la riprova? Tutti vogliono toccare con mano. Toccare con qualcos’altro potrebbe essere sconveniente. Voglio sapere, voglio essere infornato o voglio essere informato? Perché se ci penso ci sono delle differenze macroscopiche. Se ci penso, eh. Macro storia e micro cosmo, tutto è relativo dipende da come lo guardi. Lo guardi storto, lo guardi con affetto, lo guardi fisso, lo guardi in cagnesco? Stai attento a come usi la vista, come usi i tui sensi. Come usi i tuoi sensi? Hai senso mentre usi i tuoi sensi? Se non ascolto posso leggere? L’informazione è conoscenza  o diciamo che è una cosa senza impegno, ci frequentiamo e vediamo come va?
Vi sembra una follia o la follia è fotografare un panino col telefonino, cantare col vocoder?
Il sonno della ragione genera influencer, con un preciso algoritmo. Ci studiano i migliori matematici delle nuove generazioni.
I cinesi sono degli ottimi matematici, il che dimostra che gli egizi possono inventare una cosa duemila anni fa e un altro popolo padroneggiarla altrove in un altro momento del tempo e dello spazio. Ma non dimostra che tutti i matematici cinesi lavorino ad algoritmi o che tutti gli influencer siano generati con un algoritmo.
Per  questo l’Italia è fuori dal mondiale ma Panama invece partecipa benissimo.
Noi siamo fuori dal mondiale ma siamo ancora dentro al mondo? E Panama? E’ una domanda cruciale.
Ovvero all’incorcio di due pali, come una punizione ben calciata al mondiale o altrove nel mondo. La Croce è un incrocio di due pali, la convergenza di due legni.
E’ possibile uccidersi su scala mondiale per la convergenza di due legni, una punizione sbagliata?
Ebbene sì, la storia ce lo dimostra. Ce lo dimostra? Quale parte della storia non abbiamo capito se la storia continua a ripetersi.
Guardate che ripetersi non è mica una bella cosa, è segno di vecchiaia. Io un controllino al mondo lo farei.
Che poi i sintomi si vedono e si sentono. Parliamo tutti come se ci stessimo rivolgendo ad un neonato, questi diminutivi piccini piccini e vezzeggiativi stupidi: un minutino, il gattino, petaloso, il pulcino. E invece stiamo parlando con uno schermo a cristalli liquidi. Stiamo parlando, lo stiamo piuttosto percuotendo con l’indice.
Ma ci interessa o ci interessa sapere il tempo di cottura del risotto agli asparagi?
Se tutte le strade portavano a Roma l’interessa globale converge su un blog di cucina.
Il mondo è bello perché è vario nella sua uniformità. Il mondo è bello perché è divario. Ma è bello? Il mondo è bello perché è avaro, di emozioni principalmente.
Chi siamo noi per contestarlo, sceicchi di Abu Dhabi?
Abbi dubbi, Abu Dhabi.
Tieniti i tuoi dubbi su chi abita e si batte e dibatte su Abu Dhabi.
Vi sembra una follia questo discorso o la follia è qualcuno che in questo momento, nel mondo, è in fila da quattro ore in un centro commerciale per comprarsi una cosa che non è chiaro come funzioni. Ma funziona? Guai a dire che abbiamo già quello che ci serve, che è sufficiente, che la cosa che mi stai vendendo non è meglio di quello che ho già a disposizione.
Ma sono le cose che sono a nostra disposizione o siamo noi ad essere a disposizione?
Potremo andare avanti all’infinito. Ma che cos’è l’infinito davanti a Netflix o ai minuti illimitati sul cellulare?
Apriamo un dibattito, un blog di cucina, una nuova facoltà di giurisprudenza. Ridiamo con prudenza facoltà alle nostre facoltà. Ma non ad Abu Dhabi, intendiamoci. Ci intendiamo?
Fatemelo sapere, scrivete prima di parlare o viceversa.
Preparate i vostri discorsi di fine e principio ma sopratutto siate un bel durante, una bella traiettoria tra l’inizio e la fine perché tra l’inizio e la fine ci sta un significato, i blog di cucina, i mondiali, i minuti illimitati. E un banco di merluzzi che si fanno miracolo anche senza essere moltiplicati.
Non siate merluzzi, non siate cloni né tonni.
Siate Megattere in un microcosmo, siate la microstoria che rivoluziona Abu Dabhi, siate il messia che vi raccontano piuttosto che crederci, perché non si crede ad un’invenzione, la si progetta e la si costruisce.
Ciao.

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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.
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Gabriele Neri

Fondatore di Battibit nell'aprile 2013. Sono uno storico di formazione, scrittore di saggi e racconti brevi. Nella vita mi occupo di lavoro e disoccupati, compositore occasionale.

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