Così smettemmo di bere. XI. Mariano Vitale.

toro

La porta si era aperta, e Mariano Vitale era entrato in casa.

-grazie a Dio, signor Vitale!- aveva esclamato Monica –la faccia ragionare-

-tu!- aveva esclamato Giuliana –come hai le chiavi del MIO appartamento?-

-ma che stai dicendo?- aveva chiesto suo padre a Giuliana, ancora al telefono.

-mostro!- aveva esclamato lei puntando l’apparecchio contro Mariano.

-le tengo per le emergenze- aveva risposto Mariano.

Il vitello aveva muggito.

-demone! Piaga!-

-sei ubriaca?- aveva chiesto suo padre.

Monica aveva colto dal ricevitore, teso come un’arma verso il signor Vitale, l’accusa di ebbrezza.

-ma certo che è ubriaca, lo è sempre ormai, non è vero Giuliana? Ammettilo!-

Il vitello aveva muggito di nuovo.

-non abbiamo nessuna emergenza, qui, caro il mio ex marito!- Giuliana basculava senza contegno e sputacchiava.

-non essere infantile Giuliana- l’aveva ammonita Mariano.

-tua madre è convinta che tu abbia la casa allagata, e Anna ha detto che hai chiamato i pompieri, e tu mi dici che non hai nessuna emergenza..- suo padre, sinceramente interdetto.

-la polizia! Non i pompieri, la polizia!-

-è sbronza marcia signor Vitale- Monica, agitando la bottiglia.

-non sono ubriaca!- era sbottata Giuliana.

-e fuma!- aveva sadicamente esclamato Monica.

-fumi?- avevano ripetuto all’unisono Mariano e suo padre.

-vipera, esci da casa mia!- Giuliana, sibilando rivolta a Monica.

Il vitello aveva lanciato un muggito disperato, che si era mutato in roco ululato, per poi spegnersi in una sorta di nitrito.

-ha fame- aveva sentenziato Giuliana –oh! Povero Disastro- aveva aggiunto poi.

-ah! Così questo è Disastro- Mariano, guardando il vitello.

-hai ripreso a fumare?- suo padre, sconvolto.

Giuliana era esplosa in un pianto disperato:

-si, papà, dopo quattro anni e mezzo-

aveva afferrato il pacco di conche al cioccolato dal tavolo e l’aveva svuotato nella pentola dell’acqua del vitello.

-è davvero un bell’animale- aveva detto Mariano, soddisfatto.

-ma signora!- aveva esclamato Monica –quella roba gli fa male, è piena di zuccheri!-

-Disastro mangia quello che dico io, traditrice!- aveva replicato.

-sinceramente credo che dovresti cambiare il nome alla tua mucca- suo padre, dalla cornetta.

-e perché? Sono punk, io! –

-diciamo pure che è ubriaca, più che punk, ubriaca tanto da dare cereali al cioccolato ad una mucca- Monica, con tono accusatorio.

-non è una mucca, è un vitello- aveva replicato Giuliana in tono di sfida. Aveva afferrato dal tavolo una tazza in cui c’era ancora whisky e l’aveva vuotata, d’un sorso.

-Giuliana! Per l’amor del cielo!- aveva esclamato Mariano.

-ha visto? è sbronza marcia, e fuma! Deve aiutarci!- Monica, puntandole il dito contro.

-non sono affatto ubriaca! E non ho bisogno d’aiuto-

-perché, hai risolto con i tubi?- aveva chiesto suo padre.

-certo, non ha bisogno d’aiuto ma cresce un vitello a zuccheri e acqua!- Monica, alzando al cielo le braccia, con costernazione.

-sono punk, io!- Giuliana, a denti stretti.

Il vitello aveva immerso nella pappa d’acqua e cereali il muso e aveva preso a ruminare.

-scusa, cosa saresti?- suo padre, confuso.

Mariano guardava mangiare il vitello.

-proprio un bell’animale ma perché lo vuoi dare via?- aveva chiesto.

-oh papà! Cosa devo fare?- aveva chiesto a suo padre, Giuliana, disperata, abbracciata quasi alla cornetta.

-Giuliana, ascoltami, credo che tu stia prendendo questa storia degli infissi troppo seriamente- aveva risposto lui, controvoglia.

continua con: XII. La riscossa delle forse dell’ordine.

Chiara Silvani

Chiara Silvani

Nata a Roma il 29/12/89, vive a Firenze. Studentessa di filosofia presso Università degli studi di Firenze, iscritta al quinto anno. Parla e scrive in lingua russa che studia presso associazione Italia-Russia di Firenze. Studia la lingua francese. Ha insegnato inglese in Siberia (Kransnoyarsk) e italiano a Rostov-on-don, Russia.
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Chiara Silvani

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Nata a Roma il 29/12/89, vive a Firenze. Studentessa di filosofia presso Università degli studi di Firenze, iscritta al quinto anno. Parla e scrive in lingua russa che studia presso associazione Italia-Russia di Firenze. Studia la lingua francese. Ha insegnato inglese in Siberia (Kransnoyarsk) e italiano a Rostov-on-don, Russia.

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