così smettemmo di bere. XIII. sotto il peso di denunce a carico.

toro

-ma non ti vergogni ad essere così ubriaca a quest’ora?- era sbottato Mariano, afferrando Giuiana per le spalle e scuotendola -Geraldine e Anna potrebbero venire a trovarti, ti faresti vedere in questo stato?-

-in quel caso non sarei ubriaca abbastanza da sopportarle- Giuliana aveva acceso una sigaretta.

-lo sento che stai fumando- era tuonato suo padre dalla cornetta.

-non c’è nulla di cui vergognarsi!- Monica, rivolta a Mariano, tracannando dalla bottiglia –accettare le debolezze è il primo passo per la guarigione!-

-io se non vi spiace ora che mi avete offerto da bere andrei- Ricci.

-e nemmeno da aver paura, lo sento che ha paura della debolezza, lei- Monica, rivolta a Ricci.

-ma, veramente- aveva provato a spiegarsi quello, ma Monica l’aveva interrotto.

-Questa donna è ubriaca, ed è accusata di maltrattamenti, non può lasciarci-

-ma sì che può!- Mariano, cercando di liquidare l’agente Ricci.

-io non sono ubriaca!-

-si che lo sei- avevano risposto i tre in coro.

-e alcolizzata, per giunta.-aveva aggiunto Monica affacciata al balcone, guardando il cielo, e studiando le nuvole con espressione da meteorologa professionista!

Giuliana, in piedi, rossa in viso

-anche lei è ubriaca!-

-e non ho nulla di cui vergognarmi-

-e mi ha dato uno schiaffo!-

-era l’unico modo per farle affrontare i suoi problemi!-

-io toglierei il disturbo- Ricci, confuso. Molto confuso.

-bisognerà chiamare una ditta di traslochi- aveva detto Mariano, sempre stringendo per le spalle Giuliana ma guardandosi intorno, ragionando.

-uno schiaffo? Ma se noi non ti abbiamo mai toccata in vita nostra- suo padre.

-già, e questo lo chiami amore? E poi, non parlavo con te papà- Giuliana.

-la ditta di mio cugino si occupa di traslochi, signore, se vuole le lascio il numero- Ricci, felice di poter finalmente affrontare un argomento innocuo.

-voglio denunciare questa donna, agente! Voglio denunciare questa donna- aveva piagnucolato Giuliana.

-continui a mordere le mani che vogliono nutrirla! Continui pure! mi chiederà scusa quando sarà uscita dall’incubo!-

-Giuliana, ora calmati!- Mariano, scuotendola di nuovo.

-mi ha picchiata!- aveva esclamato lei tra le lacrime.

-avanti Giuliana, tua madre ti avrà dato un qualche sculaccione a fin di bene e ora il tuo analista ha gonfiato questa storia come- suo padre.

-non sto parlando con te! mi ha picchiata! Proprio prima che arrivaste!-

-agente- Monica aveva afferrato Ricci per la spalla –vorrei denunciare Giuliana Mirti per diffamazione-

suo padre, dalla cornetta aveva preso a borbottare:

-comunque questa cosa di non presentarsi più a pranzo mi sembra una vendetta insensata e crudele-

-papà!- Aveva gridato Giuliana -Ho un vitello in soggiorno, cosa dovrei fare?-

-ha anche una denuncia per diffamazione a carico mia cara!- Monica.

Ricci aveva con sguardo supplichevole guardato Mariano Mirti.

-io ringrazio tutti per il bicchierino ma ora è proprio tempo di andare- aveva balbettato.

-era necessario!- aveva gridato Monica.

-oh, ma certo, ci abbandoni alle nostre sventure, poi non si stupisca se ci facciamo vendetta da soli, per le strade!- Giuliana, cupamente.

-ho sentito bene, Giuliana, hai una denuncia a carico per diffamazione? a tuo carico?- suo padre, improvvisamente incuriosito.

-ma con chi sei?- aveva chiesto.

-mi ha minacciata di morte, ha sentito? Ha detto che si farà giustizia da sola!- Monica, rivolta a Ricci.

-Monica, non dica sciocchezze! Agente, voglio il numero della sua ditta di traslochi!- Mariano improvvisamente interessato alla presenza dell’agente.

-tuo figlio è punk!- aveva esclamato Giuliana abbracciando l’ex marito sdiliquendosi in lamenti –come un piccione!- aveva aggiunto.

-lo trova sulle pagine gialle- Ricci, retrocedendo verso la porta.

-ma ha capito o no che mi ha minacciata di morte?- Monica seguendolo.

-io non ho minacciato nessuno-

-veramente tua madre ha detto che le hai detto che non saresti venuta a pranzo, Giuliana, e sai quanto ci tiene-

-mia madre non mi ha mai voluta!-

-santo cielo Giuliana! Cresci un po’! non puoi attaccarti certo a questioni di.. dunque.. quanto tempo fa sarà stato che Paola è rimasta incinta..-

-non sa nemmeno quanti anni ho!- aveva ripreso a piangere Giuliana, guardando con occhi disperati Ricci.

Mariano a quel punto l’aveva scossa tanto da farla stare zitta, il vitello aveva muggito, e tutti gli altri avevano taciuto.

-Giuliana, ora ascolta, è davvero Disastro il problema?-

-cosa?- aveva chiesto Giuliana, smarrita, comprendendo (anche se non l’avrebbe mai ammesso) di essere ubriaca sul serio.

-è davvero Disastro, il problema?-

ci aveva riflettuto su un momento.

-sì-

-se sei pentita di averlo preso-

-io non l’ho preso, Disastro è comparso!-

-come vuoi Giuliana, continua a non prenderti le tue responsabilità!-

-non mi credi, ma Disastro è comparso stamattina, dal nulla-

-oh certo!- aveva detto sottovoce Monica, rivolta a Ricci –come no-

-sta zitta- aveva replicato Giuliana stizzita.

-voglio che vengano quelli della ditta di traslochi, così faremo portare via Disastro, d’accordo? Giuliana, ascoltami, sei d’accordo?- aveva proseguito Mariano con voce accomodante.

-davvero?- aveva chiesto Giuliana, speranzosa, gli occhi pieni di lacrime le si erano illuminati.

-se continua a trattarla come una bambina non crescerà mai, deve affrontarla da sola, questa cosa-

-Monica, stia zitta!- aveva esclamato Mariano, poi rivolto a Giuliana:

-davvero, lo portiamo via, d’accordo? Basta che tu la pianti di ossessionare tutti con questa storia.-

-io non ossessiono nessuno, io..-

-Giuliana, devi solo rispondermi-

tutti pendevano dalle sue labbra.

-rispondi Giuliana!- aveva ordinato suo padre dalla cornetta.

Giuliana aveva guardato il vitello. Quello aveva muggito eloquentemente. Lei si era morsa un labbro, era tornata al suo ex marito, aveva preso tempo.

-allora?- avevano chiesto in coro suo padre, Mariano, Ricci, Monica e suo padre.

-ma, Disastro, vive qui, ormai- aveva preso cautamente a dire Giuliana –dove andrà a finire, se lo portiamo via?-

Chiara Silvani

Chiara Silvani

Nata a Roma il 29/12/89, vive a Firenze. Studentessa di filosofia presso Università degli studi di Firenze, iscritta al quinto anno. Parla e scrive in lingua russa che studia presso associazione Italia-Russia di Firenze. Studia la lingua francese. Ha insegnato inglese in Siberia (Kransnoyarsk) e italiano a Rostov-on-don, Russia.
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Chiara Silvani

Chiara Silvani

Nata a Roma il 29/12/89, vive a Firenze. Studentessa di filosofia presso Università degli studi di Firenze, iscritta al quinto anno. Parla e scrive in lingua russa che studia presso associazione Italia-Russia di Firenze. Studia la lingua francese. Ha insegnato inglese in Siberia (Kransnoyarsk) e italiano a Rostov-on-don, Russia.

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