Àprile, Cielo!

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*Fotografia di Francesca Pucci


Dai fantasmi degli aprili passati
ai fantasmi degli aprili passati

“È la forza di gravità a sollevare lo sguardo verso l’alto.”

Se avesse lacrime, Dio ne piangerebbe una per ogni oggetto perduto:
l’innocenza furtiva, la coscienza smarrita,
la violenza del ricordo.
Ma le guance del cielo restano asciutte.

Inginocchiati, apri-le gambe
e prega in lingue che non conosci
che tutto questo non si ripeta.

Stordita dall’aria notturna, ubriaca d’assenze,
mi ascolto viverti e non sento niente.
Sorridendo sardonica, una noia spietata
accende sigarette e spegne metodica
desideri da troppo tempo in attesa,
pazienti candeline in fila sulla torta.

Apri-le gambe, inginocchiati
e sussurrati che presto,
piccola, sarà tutto finito.

Se avesse lacrime, Dio, ne sono certa,
gli credo – sulla parola –
(presunzione d’ignoranza)
ce ne regalerebbe almeno qualche goccia,
a salarti le labbra, ad addolcirmi il presente.
Ma il calice è amaro, stasera.
Io taccio. E con me il cielo,
che tacendo, non mente.

Ecco, questo silenzio è muta accettazione del dolore,
è un invito immobile:
.. Apri-le gambe, cielo!
Ad aprirsi, con loro, è un altro orizzonte:
la felicità, altrove.

Elisa Orsi

Elisa Orsi

Nata agli sgoccioli del mese di ottobre, preferisce ricordare il giorno del suo genetliaco per l'uscita di Never Mind The Bollocks, tralasciando spiacevoli marce su latine capitali. Amante degli accostamenti audaci è un pendolo irrequieto che oscilla secondo traiettorie improbabili, intersezioni inaspettate tra la poesia medievale e la cultura underground, tra storie dell'arte canonica e storie di vite qualunque. Non abbassa (quasi) mai la guardia: nel tempo diurno si occupa di letteratura italiana, di ascolto compulsivo di musica gravitante attorno all'universo punk rock, di epigrafi frenetiche su taccuini rossi; ha lavorato in radio, ha scritto per settimanali culturali, web zine e si è occupata dell'organizzazione di eventi letterari e musicali. Nel tempo notturno la potrete trovare nei peggiori bar a discutere di un disco o di un libro che l'ha fatta restare sveglia, anche stanotte.
Elisa Orsi

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Nata agli sgoccioli del mese di ottobre, preferisce ricordare il giorno del suo genetliaco per l'uscita di Never Mind The Bollocks, tralasciando spiacevoli marce su latine capitali. Amante degli accostamenti audaci è un pendolo irrequieto che oscilla secondo traiettorie improbabili, intersezioni inaspettate tra la poesia medievale e la cultura underground, tra storie dell'arte canonica e storie di vite qualunque. Non abbassa (quasi) mai la guardia: nel tempo diurno si occupa di letteratura italiana, di ascolto compulsivo di musica gravitante attorno all'universo punk rock, di epigrafi frenetiche su taccuini rossi; ha lavorato in radio, ha scritto per settimanali culturali, web zine e si è occupata dell'organizzazione di eventi letterari e musicali. Nel tempo notturno la potrete trovare nei peggiori bar a discutere di un disco o di un libro che l'ha fatta restare sveglia, anche stanotte.

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