Al mio più assiduo amante

Tu che mi ami

sai che le mie lacrime

sono figlie dell’impotenza

ecco che il pianto è ribellione

verso l’esistenza.

 

Combattere,

non sempre sono in grado.

E allora apprezzo

che tu con dolcezza

mi faccia uscire dal letto,

dal rifugio che mi scavo

nel mondo.

 

Perché ho bisogno,

sempre bisogno,

d’una mano che a me si tenda,

d’un volto a cui riferirmi

per fare ammenda

del peccato di vivere.

 

E questo porta allo scrivere

il mio animo stanco.

Questo senso di colpa

terribile

mi toglie il panico

del foglio bianco.

 

*Illustrazione di Ilya Shebunov

Annick Emdin

Annick Emdin

Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.
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Annick Emdin, nata a Pisa il 14 Dicembre 1991, è laureata in Discipline dello Spettacolo, drammaturga e regista teatrale (‘Matrioska’ -2011, ‘Bambole Usate’ 2012, 'Medea' 2014), autrice di racconti per la collana Demian (Il Foglio Letterario) e del romanzo ‘Lividi’ edito da Edizioni Anordest.

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