2014, part one

Ovvero: alcuni album del 2014 che vorreste che qualcuno vi consigliasse, o che vorrei consigliarvi io. La prima parte.

Le classifiche a inizio anno nuovo sono qualcosa di invitante, si fanno per i film, per i libri, e sicuramente per la musica. Quali sono alcuni album interessanti dell’anno appena concluso? Un breve elenco, che non ha la pretesa di essere esaustivo, né segue un ordine di gradimento o di qualità. Tenetevi aggiornati per altre recensioni.

Sway, Whirr

A pranzo showgaze, a cena post rock. Con un piede negli anni novanta ma con tutto il resto del corpo in equilibrio perfetto nel 2014. I titoli dei brani sono semplici, concisi, sembrano brevi consigli di vita che possono essere interpretati a proprio piacere: Press, Mumble, Dry, Clear, Heavy, Sway, Lines, Feel. La copertina quasi asettica. L’involucro è pulito e minimalista. La chitarra comanda, tutto il resto la segue con discrezione e devozione. L’atmosfera è quella di un precipizio profondo da contemplare, in cui alla fine non si cade.

you’re better than what i’m used to
so let’s stay
away from what’s normal
because i mumble too

Awake, Tycho

La fama li precede. Difficile trovare un momento della giornata in cui questo album non sia adatto. Più che rinnovarsi sembra che abbiano ancora nel cassetto materia prima a volontà, che non l’abbiano ancora esaurita e che stiano seguendo quella linea rossa, prima di evolversi (davvero?), o forse lo fanno gradualmente, senza dare nell’occhio. Hanno trovato la loro chiave nei battiti e nei suoni che cullano le orecchie, nelle melodie che restano in testa e nella loro atmosfera già evidente nelle copertine: dalla palla di fuoco immersa nel mare di Dive al cerchio che contiene una geometria del tramonto, passando per i mille colori degli EP. Sembra la musica preferita di una generazione futura, oppure è già la nostra.

 

Costellazioni, Le luci della centrale elettrica

Parlo consapevolmente da fan che ha visto il concerto di Brondi per due volte. Che piange quando lo ascolta, o pensa che abbia capito proprio tutto, o quasi. Questo album ha un impatto estremamente diverso, a mio avviso, se non si conosce altro di Vasco oppure se lo si conosce già bene. A me ha dato la sensazione di un ragazzo timido, pessimista, lucidamente catastrofista che improvvisamente scopre che qualcuno lo segue, lo ama, che quello che sente e scrive può arrivare a qualcuno fino a colpirlo profondamente. E questo ragazzo è più felice. Questo album si porta dietro il nocciolo delle immagini delle Luci della centrale elettrica, le visioni sono simili, ma è più aperto: già dal titolo si intuisce, siamo nell’universo. Certo, ci sono Bologna, Ferrara, Berlino, le ciminiere e tutto quanto, ma come se fosse tutto collocato in uno spazio più ampio, nell’universo stesso. E a volte pecca di eccessiva allegria ingenua, c’è meno lucidità. Non ha la forza e la disperazione dei lavori precedenti. Consiglio in particolare la mia preferita dell’album, Macbeth nella nebbia:

 

Negli occhi ci sono degli incendi
qualcosa è riuscito a cambiarti
adesso che voli sui ghiacciai sulle città sui deserti
ti accorgi che nel disastro
il futuro era sempre lì
a sorriderci

Noemi Forti

Noemi Forti

Laureata in Discipline dello spettacolo con tesi di drammaturgia, Noemi Forti studia cinema alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Con la testa divisa tra teatro e cinema, scrive racconti, sceneggiature e da grande vorrebbe tanto fare la regista cinematografica. Nel frattempo, coltiva segretamente l'ambizione di dar vita a un fumetto anche se la sua capacità nel disegno non è migliorata dalla terza elementare. Frequenta corsi di teatro e danza. Ha vinto il concorso per nuove leve di Battibit con il racconto Rifiorisci. Il suo primo cortometraggio, Son, è disponibile su Battibit.
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Laureata in Discipline dello spettacolo con tesi di drammaturgia, Noemi Forti studia cinema alla Civica Scuola di Cinema di Milano. Con la testa divisa tra teatro e cinema, scrive racconti, sceneggiature e da grande vorrebbe tanto fare la regista cinematografica. Nel frattempo, coltiva segretamente l'ambizione di dar vita a un fumetto anche se la sua capacità nel disegno non è migliorata dalla terza elementare. Frequenta corsi di teatro e danza. Ha vinto il concorso per nuove leve di Battibit con il racconto Rifiorisci. Il suo primo cortometraggio, Son, è disponibile su Battibit.

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